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Lunedì 19 giugno si è svolta sul Po una giornata didattica sulla pesca a spinning in fiume.
L’incontro è stato organizzato dalla Società Pescatori Sportivi di Stradella con la collaborazione della Ciarz Ingerman Corporation e dello Spinning Club Italia.
L’iniziativa, specificamente indirizzata ai giovanissimi pescatori, o aspiranti tali, nasce dalla volontà di trasmettere ai più piccoli il nostro amore per il fiume, per la pesca e per l’ambiente, che, siamo convinti, sta alla base di una qualsiasi forma di educazione.
La giornata è iniziata verso le 10, ora in cui ci si è incontrati nei pressi di una vasta spiaggia sabbiosa sul fiume-“sabbione”-, sottolineo vasta, ahimè molto vasta, dato il regime di magra estrema che già caratterizza il grande fiume. Ma questa è un’altra storia…
“…allora ragazzi, tutti qui che montiamo le canne…così, ecco, faccio passare tutti gli anelli mi raccomando, uno per uno..Questo filo è di nylon, per cui….quest’altro è un trecciato, quindi…”
Così il nostro Didu (al secolo Davide Ricotti) catechizzava i giovani adepti, memore come tutti noi delle difficoltà incontrate agli esordi nel maneggiare ami e fili, che non volevano saperne di annodarsi, e facevano esattamente quel che volevano, comprese vere e proprie insurrezioni ai danni delle nostre falangi.


Alcuni ragazzi già si destreggiano bene nel lancio, per altri s’impone uno sguardo e un’attenzione in più, uniti ovviamente a consigli e trucchetti vari elargiti a piene mani.
Segue il pranzo presso un circolo rivierasco, che mette a disposizione una fresca area attrezzata per offrire una panoramica delle esche utilizzate nella pesca a spinning: cucchiaini rotanti, ondulanti, esche siliconiche e minnows a profusione, alcuni realizzati a mano da amici costruttori, che incantano i nostri giovani amici con il loro luccichio e la loro pregevole fattura.


Nel pomeriggio si parte col barcé verso un’ampia distesa di sabbia che la precoce magra ha lasciato scoperta, che offre un utile avamposto per continuare a pescare. Dopo circa mezz’ora dall’approdo una giovane voce spezzata dall’emozione avverte: “Ce l’ho!!!”
E’ Riccardo, neo spinninigofilo di 11 anni, che aggancia quello che si rivelerà, dopo una bella lotta, un siluro di circa 60 cm. Non male come inizio…bella Riccardo! Pensa che io ho vergogna di dire da quanto tempo è che non vedo un baffo!


La cattura dona linfa nuova a tutti i partecipanti che sondano concentratissimi le profondità del fiume con le loro lenze.
Si continua a pescare, a giocare. Ancora un po’.


E’ trascorsa così la giornata, sentiamo levarsi dai loro hangar squadriglie di tipule affamate, la prova del fuoco delle zanzare padane ci sarà tempo per affrontarla…


Che dire, un buon inizio, un ottimo inizio, per i nuovi amici del fiume e per chi come noi crede nel valore di una cultura ecologica da trasmettere e partecipare alle nuove generazioni.
Non uno pseudo-ambientalismo da salotto, ma un ecologismo tutto giocato sul contatto vivo con la natura. Solo da qui, dall’educazione a vivere la natura, non a maltrattarla né a subirla, può nascere la speranza di una sensibilità condivisa nuovamente in sintonia con il nostro habitat.
E, più importante, una sensibilità che stia alla base di ogni iniziativa riguardante la tutela del nostro patrimonio ambientale.

C’è un filo teso nel sole, una canna piegata, un pesce che si dibatte a un capo della lenza, dall’altro un ragazzino con le mani che fremono e gl’occhi che ridono.
E’ Tutto qui. Come diceva la pubblicità? C’è la vita dentro.
Buona fortuna.


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