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Di primo acchito non piacciono a nessuno: sono artificiali "nudi" e la mancanza della paletta toglie loro un importante accessorio che siamo soliti associare al movimento.
Ed invece stiamo parlando di uno dei gruppi di artificiali più catturanti in assoluto, soprattutto in pieno boom degli alloctoni.
I modelli reperibili da noi possono rientrare in tre gruppi, riconoscibili con nomi volgari a seconda delle zone:
- i filibustieri, con una sola ancoretta e movimento sfarfallante
- i tramvieri, con due ancorette e catturanti soprattutto "in caduta"
- i Bombix, ottimamente rifiniti, con due ancorette e con peso specifico maggiore.
I primi stanno diventando sempre più obsoleti, per cui, stante la loro difficilissima reperibilità, non mi sembra il caso di approfondire oltre.
I tramvieri vengono costruiti da qualche artigiano brianzolo e, nei negozi della zona, sono rintracciabili con una certa facilità (es: negozio di Brivio).
Hanno un buon peso specifico e vengono costruiti in un paio di misure : 7 cm./14 grammi e 13 cm./26 grammi. Si lanciano agevolmente ad una certa distanza e, di conseguenza, permettono di perlustrare spazi aperti, sia in fiume che in lago.
Dopo aver sentito più campane, soprattutto fra i rivieraschi del Lago di Como (che li usano da decenni), si è arrivati alla conclusione che il recupero con rilasci frequenti sia l'asso della manica del tramviere (ma anche dei Bombix…). In pratica accade , quando l'artificiale è in caduta, che si attivino delle vibrazioni laterali durante la discesa, le quali attirano indiscutibilmente i predatori.
Questo è stato acquisito in tanti anni dai pescatori lacustri e questo stanno verificando i lanciatori dei grandi fiumi.
Per usufruire della potenzialità di cattura del tramviere, è imperativo però sostituire le ancorette originali, decisamente troppo deboli.
Quanto al Bombix, è l'unico dei tre che è reperibile su tutto il territorio nazionale, giacché viene costruito e commercializzato dalla ditta Pelican, quella che produce i mitici Pinky e la famosa anguilla snodata "Camilla".
Ovviamente le colorazioni sono molto variegate ed appaganti e i modelli sono tre: 4, 6 ed 8 cm.
Il peso specifico è molto alto (quello più grande pesa 28 grammi!) ed il corpo compatto: ne scaturiscono lanci infiniti, che permettono di esplorare i giri di corrente distanti dalla riva. Questa ultima caratteristica, sulle prime magari poco significativa, si dimostra un vera manna in caso di ricerca ai predatori alloctoni che hanno scelto, quale zona di caccia, i giochi di corrente al centro del fiume. Questa possibilità offerta dal Bombix ha permesso sequele di catture, in Ticino ed in Po, praticamente impossibili da ottenere con gli artificiali normali.
Sempre validissimi i rilasci con susseguenti cadute dei pesciotti, magari nei punti in cui la corrente si smorza. Di solito risulta molto utile alzare la canna, al punto da togliere la lenza dal vivo della corrente. Visto che si ottengono lanci lunghissimi, si corre sempre il pericolo della formazione di "pance". Queste sono da evitare accuratamente perché, oltre a non permetterci ferrate pronte, ci escludono l'opportunità di far lavorare il Bombix dove e come vogliamo noi, magari sfruttando le micidiali "cadute".
Anche col Bombix si cozza contro il problema delle ancorette sottodimensionate.
D'altronde, con il variare della fauna dei nostri fiumi, sarà conveniente rivedere alcuni limiti che per colpa dell'abitudine ci sono sempre apparsi insuperabili. Il grande glano è sempre in agguato…!!!
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