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| Parlando di mulinelli, in questi ultimi anni, si valuta spesso la loro qualità esclusivamente basandosi sul numero di cuscinetti, e ciò, a mio modesto parere, è sbagliato. Mentre un ragazzo od una persona inesperta al loro primo acquisto si possono capire, ritengo invece dannose le tendenze di mercato (e con loro per forza i negozianti), che basano quasi esclusivamente su questo particolare le virtù di questo attrezzo. A riprova di ciò, ultimamente, alcune tra le marche più prestigiose hanno messo a punto cuscinetti particolari, che dovrebbero resistere alla corrosione, evitando cosi di buttare un mulinello anche dopo pochissime uscite. E' successo, a me più di una volta, ma anche a molti altri, di pescare mezza giornata sotto la pioggia, o di immergere per pochi secondi canna e mulinello in acqua per salpare una preda, e di dover gettare alle ortiche il super-mulinello nuovissimo, zeppo di cuscinetti inutili, pesantissimo e, nonostante i particolari appena detti, con una meccanica non all'altezza . Nonostante ciò, è vero che alcune innovazioni degli ultimi anni si sono rivelate positive, come ad esempio i sistemi di imbobinamento, ma per il resto, ritengo che spesso il gioco non valga la candela, specie se rapportiamo il tutto con certi "mostri sacri" di un tempo, come ad esempio gli ABU CARDINAL 33 o 44. Fortunatamente ne possiedo diversi, che hanno pescato sotto l'acqua per centinaia di volte, ed altrettante volte vi sono stati immersi, senza mai accusare nessun danno. Vorrei allora parlarvi di come dovrebbe essere secondo me il mulinello ideale, confrontando un modello "ultimo grido" con uno di questi mostri sacri, anche per cercare di stabilire quali innovazioni sono realmente utili per la pesca, nonché per l'affidabilità e la durata dell'attrezzo in questione. |
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| MECCANICA ABU 33-44 - Robustissima, con materiali di pregio, lavorati ed assemblati in modo ineccepibile. Niente da dire. OGGI - Buona solo in alcuni modelli, chiaramente dal costo elevato. Farcita di cuscinetti spesso inutili se non dannosi. Montarli ha senso soltanto se non si deteriorano e soprattutto se contornano una meccanica all'altezza. IMBOBINAMENTO 33-44 - In netto svantaggio rispetto ai giorni nostri, soprattutto per via della bobina che penetrava nel rotore anziché sormontarlo. OGGI - Sono stati compiuti passi da gigante, grazie ai sistemi di imbobinamento (spire incrociate, ecc.), ai rullini anti-twist ed ai bordi della bobina in materiale pregiato. Tutto ciò aiuta in parecchie tecniche di pesca, e non fa formare fastidiose parrucche. MOLLE ARCHETTO 33-44- I modelli presi come paragone ne hanno due, molto robuste, ma che non essendo a compressione si possono rompere, anche se dopo moltissimo uso. Grande vantaggio però nella chiusura dell'archetto, dolcissima e perfetta, anche se non può avvenire manualmente. OGGI - La molla a compressione rappresenta un deciso passo avanti in quanto non si rompe quasi mai, ma alcune volte è dura da azionare, e questo sul più bello può rappresentare un handicap. ANTIRITORNO 33-44- Di tipo non infinito, potrebbe a lungo andare deteriorare certe meccaniche, ma non di certo quella dei mostri sacri. Può aiutare nella chiusura dell'archetto. Non credo alla storia dei "tempi morti" sulla ferrata, perché sommando l'elasticità della canna, quella del filo nonché il suo attrito nell'acqua e soprattutto il nostro tempo di reazione, non sono sicuramente quei due centimetri di filo a salvarci. OGGI - Di tipo infinito. Male non fa, ma può non aiutare a chiudere tempestivamente l'archetto quando serve. PESO A netto favore dei modelli di ieri, senza pregiudicare quasi nulla. |
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| BILANCIATURA La ritengo ininfluente ai fini della pesca. MATERIALE BOBINA PLASTICA o GRAFITE - A mio avviso l'unico difetto (al di là dei tanti additati) è la fuoriuscita del filo, che con un bordo metallico è migliore e logora un pochino meno la lenza. Hanno però un pregio: sono leggere. METALLO - Sono pesantissime. L'optimum sarebbe una bobina in grafite con il bordo in titanio. FRIZIONE (IN GENERALE) Vorrei spendere due parole su di un concetto che non condivido. Spesso si consiglia per lo spinning una frizione anteriore perché più precisa, ma in questo tipo di pesca non occorre una regolazione micrometrica, e va bene anche una frizione posteriore. All'opposto, per tipi di pesca con fili capillari (tipo bolognese), dove occorrerebbe una taratura perfetta, perché si consiglia un "impreciso" modello a frizione posteriore? Io non sono d'accordo, anche se, insieme a tutto ciò che ho scritto, non voglio assolutamente criticare, ma soltanto esprimere la mia opinione. |
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