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Già: quando una canna da spinning può considerarsi bilanciata?
Sembra una domanda a cui si può rispondere agevolmente… Invece, se s'indaga in profondità, si scopre che anche i più rinomati e costosissimi modelli delle Marche più conosciute possono risultare attrezzi sbilanciati. Approfondiamo, dunque.
L'errore più ricorrente che si compie è quello che vede il pescatore prendere in mano una canna al fine di mimare lanci finti, magari proprio dentro al negozio di pesca. Come si faccia a capirci qualcosa agendo in tal modo è, e resterà, un profondo mistero. Le canne da spinning si provano montate, cioè con tanto di mulinello e, una volta che si è stabilito dove si posiziona il pollice (è con quello che si spinge…), si può finalmente compiere la prova empirica di ricerca del fulcro. Si tratta molto semplicemente di spostare l'indice con il quale si tiene sospesa la canna (montata, mi raccomando!) e di trovare il preciso punto di equilibrio. Se quest'ultimo coincide con quello di spinta o di fulcro che dir si voglia, si è a cavallo, poiché si è di fronte ad una canna bilanciata. Se invece il responso della verifica empirica è negativo, non resta che sperare di avere a disposizione una canna con portamulinello spostabile. Posizionando all'uopo il mulinello, si può recuperare la bilanciatura.
Un'altra variante, poco o punto considerata - e che invece che di importanza ne ha eccome… - è il sistema col quale si impugna la canna. Questo, infatti, varia da pescatore a pescatore. C'è chi il piede del mulinello lo tiene tra il medio e l'anulare (la maggioranza), chi fra l'indice ed il medio ed anche lo tiene chi fra l'anulare ed il mignolo. Anche in questo caso, la possibilità di spostare a piacere l'attacco del mulinello si rivela determinante.
Il punto dove si spinge con il pollice, può considerarsi il fulcro.

Una buona percentuale di canne in commercio, anche quelle che costano una cifra, non rispondono alle regole che determinano una buona bilanciatura. E su questo ci sarebbe da disquisire non poco: com'è possibile che sfuggano, agli ingegneri progettisti, particolari tanto importanti? La risposta potrebbe essere che chi progetta non è pescatore, per cui sviluppa il programma sulla base di quando gli viene commissionato. La magagna sta sicuramente a molte, voglio dire. Il fatto che a volte si aprano interminabili discussioni fra pescatori attorno all'argomento canne, deve essere considerato un contributo molto positivo al fine del chiarimento di concetti decisamente importanti. Confrontandosi, ci si rende facilmente conto che non è tanto sulla Marca più o meno pubblicizzata che ci si deve concentrare, bensì sulla sostanza. Quando una cosa è sbagliata - e lo si dimostra chiaramente, rimanendo nei crismi del buonsenso - rimane tale anche se riguarda una canna da 500 euro!
Se si impugna la canna tenendo il piede del mulinello fra l'indice ed il medio, il fulcro si sposta più indietro.
Per ottenere una bilanciatura perfetta, occorre poter spostare a piacere il mulinello.

Voglio solo accennare alla disparità di vedute fra pescatori di diverse estrazioni alieutiche. Se avete notato, nel titolo di quest'articolo ho precisato che si sta parlando di canne da spinning. Ora aggiungo che si parla di spinning d'acqua dolce, escludendo quella in mare. "Perché, che differenza c'è?" Potrebbe dire qualcuno. Ce n'è, ce n'è: lo spinning d'acqua dolce si può praticare addirittura con lanci ad una sola mano; esistono difformità d'azione nella stessa pratica di pesca; i posti sono molto più ristretti nella maggioranza dei casi, con problemi di spazio anche durante il lancio medesimo; il peso medio degli artificiali è profondamente dissimile, le canne sono più lunghe, con conseguenti diverse impugnature ecc. ecc. Ecco perché si possono considerare, entro certi limiti, è ovvio, due diversi sistemi. Da ciò ne consegue che le esigenze, anche riguardo alla stessa bilanciatura, sono un tantino diverse: per esempio lanciando con una canna che ha un'impugnatura lunghissima, le mani sono molto distanti fra esse e l'importanza della precisa posizione del pollice di spinta non è così determinante come
quando si lancia ad una mano sola con una cannetta di due metri. Tempo fa un amico lanciatore mi rivolse una domanda. Eccola: "Se per valutare la bilanciatura di una canna bisogna testarla con il mulinello montato, allora occorre tenere conto anche del peso dell'artificiale!" Certo, è proprio così... Ma non nel senso che bisogna cambiare bilanciatura ogniqualvolta si cambia esca, ci mancherebbe altro! Anzi, se ci pensiamo bene, una volta che si sia bilanciata la canna perfettamente, se aggiungiamo un artificiale di 20 grammi, ebbene, lo "sentiremo" esattamente per quello che è, cioè 20 grammi! Ne montiamo uno di 3 grammi? Benissimo, la differenza che avvertiremo nel lancio sarà esattamente di tre grammi! Il surplus di peso che aggiungiamo con l'artificiale, non inficia la bilanciatura, bensì ci comunica fedelmente l'entità del peso che stiamo effettivamente lanciando! Ad avvantaggiarsene ulteriormente, sarà perciò la nostra sensibilità. Il che non è poco.

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