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Uno degli obiettivi dei costruttori di canne da spinning, è sempre stato quello di riuscire ad ottenere una maggiore distanza di lancio. Il "tunnel Cazzola", oltre che a lanciare più lontano, aiuta a standardizzare la fuoriuscita del filo, con tangibili vantaggi anche dal punto di vista della precisione.

Qualche decennio fa si organizzavano, anche abbastanza frequentemente, delle gare di distanza e di precisione utilizzando mulinelli a bobina fissa e canne di lunghezza compresa fra m. 1,80 e m. 2,50. Uno dei campioni dell'epoca fu Carlo Cotta Ramusino, autore del libro "La moderna pesca al lancio", edito da Hoepli.
Ora vi ripropongo testualmente uno stralcio tratto da detto libro. Eccolo.
Anelli da usare in gara
Il primo anello, che è quello che sostiene il primo urto delle spire di lenza uscenti da mulinello, lo si adopera in genere molto grande e di agata, sopraelevato a ponte sottile. Siccome oltre una certa dimensione non se ne fabbricano (circa centimetri 2,5 di diametro interno, per quelli in agata), e d'altronde aumentandone molto le dimensioni si arriverebbe a pesi controproducenti per l'equilibrio della canna, si è addivenuti all'uso di un primo anello fatto di metallo a imbuto.
Questo imbuto metallico bisogna farselo costruire o costruirselo, se si è capaci, in alluminio o in argento. Si potrebbe arrivare a farselo fare in oro, che è il metallo che più d'ogni altro può essere ridotto in lamine sottili. A parte la spesa, è più facile farlo fare da un argentiere in argento, e poi farlo saldare su un normale ponte, su di un altro anello grande al quale si sia stato tolto precedentemente l'anello originale. Questo imbuto iniziale che a tutta prima sembrerebbe dover dare molto attrito, in effetti non lo dà, perché se è centrato bene sul mulinello ed alla distanza giusta, le spire v'entrano quasi risolte e sfiorano appena le pareti in qualche punto, anche per una specie di vortice d'aria che si forma all'interno al passare velocissimo delle spire di lenza. Gli altri anelli della canna saranno sopraelevati a ponte…
Ecc. ecc.


Torniamo a noi. Non compiamo l'errore di giudicare tutto quanto appena letto come antiquato e perciò sorpassato, non rispondente alle esigenze odierne. A parte gli anelli in agata ed accenni vari a questioni obsolete, il motivo per il quale si è escogitato tale imbuto è quantomai attuale: lanciare più lontano. E, aggiungo io, più preciso.
Cotta Ramusino, in sostanza, suggeriva di applicare un imbuto d'argento al primo anello, quello più grande. Evidentemente i problemi che si volevano - e che si vogliono! - superare erano due:
1) scongiurare la possibile pancia del filo fra bobina e primo anello
2) sciogliere quanto prima le spire provenienti dal mulinello. Che è a bobina fissa, sottolineiamolo.
Problema 1: i pericoli che si corrono nel trascurare la corretta distanza fra bobina e primo anello spero siano noti a molti: se il passante è troppo vicino, si crea un angolo troppo stretto, con conseguente aumento dell'attrito. Se invece è troppo lontano, si forma la pancia, anch'essa portatrice di negatività. In pratica, tale imbuto contribuiva, convogliando il filo, a compensare gli eventuali errori di distanza, sia in eccesso sia in difetto.
Problema 2: la lenza uscendo dalla bobina, forma una spirale che va ad impattarsi contro ogni anello della canna, producendo attrito. L'imbuto aveva perciò anche la funzione di aiutare le spire a sciogliersi quanto prima, per limitare il loro urto contro gli anelli.
Venendo ai giorni nostri, dopo aver imparato a considerare veramente utile l'imbuto usato dai garisti lanciatori di un bel po' di tempo fa, è giunto il momento di porci una domanda: può essere ancora utile tale stratagemma? Ci si può pescare con un siffatto espediente? La risposta, inutile nasconderlo, è categoricamente NO, tant'è vero che anche allora ci si ricorreva non per pescarci, ma soltanto per effettuare gare di lancio. Un imbuto di metallo ci preclude l'utilizzo nella pratica alieutica: peso, ingombro e pericolo per l'integrità della lenza stessa sono i suoi limiti invalicabili. Si sarebbe potuto tentare di costruirne uno in materiale inattaccabile. Magari in silicon carbide od in altro materiale semi-eterno! Ma almeno due problemi, come peso ed ingombro (od anche costo…) non si sarebbero per nulla risolti.
LA NASCITA DEL TUNNEL CAZZOLA
Il mio tunnel è la logica conseguenza dell'impossibilità di rendere "pescabile" l'imbuto di buona memoria. Se lo creiamo ravvicinando tre o quattro passanti (a seconda della lunghezza della canna) avremo i seguenti vantaggi:
1) il peso è ridottissimo
2) scegliendo i migliori anelli guidafilo, ci avvarremo di materiale eccellente, che ovviamente non intacca la lenza
3) l'ingombro è minimo
4) non c'è bisogno di farsi costruire alcunché: i passanti si trovano già bell'e pronti
5) non serve solo per fare gare di lancio bensì ci si può pescare, anzi, si pesca meglio!
E' sottinteso che per ottenere utili e convenienti risultati occorre sapere come ci si deve comportare circa la scelta dei passanti, come e dove sistemarli lungo la canna e a quali regole sottostare per far sì che i nostri lanci diventino davvero più lunghi e più precisi.
A ricontattarci la volta prossima, dunque.

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