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Roberto Cazzola
A volte mi sovviene di pensare a quanto siano diversi i pescatori gli uni dagli altri. Questo anche se appartengono alla stessa branca della pesca, nel nostro caso lo spinning.
C'è chi si esalta immaginando la lotta con un siluro di decine di chili e chi si "accontenta" di trotelle di 25 centimetri. Com'è possibile tutto ciò? Sembra una contrapposizione improponibile…
Sono arrivato alla conclusione che la base di ogni nostra soddisfazione sta dentro noi stessi. Quando si fa qualcosa volentieri, ci si diverte davvero. Già, sembra una conclusione un po' scontata, prevedibile, intuibile…
La vita ci ha insegnato - e ci conferma ogni giorno che passa - che non sempre ci si comporta come si vorrebbe realmente. L'emulazione è all'ordine del giorno. In tutti i campi. Purtroppo questo porta qualcuno ad agire in maniera condizionata, non autonoma.
E tutto questo che c'entra con la pesca?
C'entra nel momento in cui il pescatore, a volte snaturandosi nel vero senso della parola, non si diverte come vorrebbe ma semplicemente scimiotta gli altri. Gli esempi da portare a sostegno di tale conclusione, sono talmente tanti, che davvero non è il caso di elencarli.
Torniamo ai nostri due modelli, il siluraio ed il trotaiolo. Sono evidentemente agli antipodi, sì. Ma, anche se sembra strano, sono strettamente legati da un immenso cordone ombelicale: ognuno dei due sa perfettamente quello che vuole e fa di tutto per arrivare ad ottenerlo.
Ecco il segreto più autentico, scoperto il quale si spalancano i cancelli che custodiscono le gioie della pesca!
Il siluraio sogna pesci lunghi, potenti, misteriosi, impetuosi.
Il trotaiolo immagina pesci agili, colorati, nervosi, parte integrante di un ambiente del tutto particolare.
Due scelte opposte che portano però esattamente allo stesso risultato: divertirsi attraverso quello che ci regala un forte passione.
"Perché, c'è anche qualcuno che non si diverte esercitando una propria passione?". Sì, purtroppo quel qualcuno c'è. Ed è colui che, pur avendo nel sangue la montagna, emulando l'andazzo generale, segue come uno zombi la compagnia che organizza una battuta sul Po.
O, al contrario, è colui che, pur sognando pesci da trofeo, finisce sempre per accodarsi alla combriccola di malati di pesciotti con i puntini rossi.
Cerchiamo dentro noi stessi la via che effettivamente ci emoziona, che ci procura batticuore. Ed inseguiamola scevri da qualsivoglia condizionamento.
Solo in questo modo riusciremo a godere appieno della nostra passionaccia!
Quanto a me, non faccio differenze fra il grosso siluro e la trota di riale: ambedue rappresentano il massimo che può offrire l'ecosistema in cui vivono. E questo mi basta.


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