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Qualche settimana fa, postando la foto di un bel perca in un Forum di pesca, mi sono sentito dare del "padellaro"da un paio di belle intelligenze che non avevano probabilmente di meglio da fare e sicuramente da dire.

Non farò nomi, non è mio costume. L'unico appunto che a ben guardare potrei muovere agli amici Amministratori del Forum di cui sopra, è quello di scegliere meglio i moderatori.
Non nel senso di scegliere persone che la pensino come me, sarebbe demenziale pretesa, bensì persone che svolgano il loro ruolo di disciplinatori nel modo più corretto possibile, senza cercare, peraltro in modo subdolo, di convogliare il discorso dove vogliono loro, solo per il puro piacere di polemizzare.

Polemizzare su cosa, mi chiederete voi.
Ma sul C&R, che diamine.
Oramai è l'argomento principale in ogni Forum che si rispetti; la panacea dei mali delle nostre acque; il distintivo dei bravi pescatori; il bel gesto da esibire; la discriminante da usare, appunto per discriminare chi la pensa in modo diverso.
Tutto, tranne ciò che secondo il mio insignificante parere dovrebbe essere. Un atto intimo, di libertà e di consapevolezza; sentimenti che rientrano nella sfera del privato, non negoziabili e tantomeno giudicabili.

Potrei scrivere un libro sul C&R, tante ne ho sentite sull'argomento. Ma non stò scrivendo per questo.
Voglio invece rimarcare il comportamento di chi si erge a Grande Fustigatore degli altrui costumi, nella fattispecie i due Signori con i quali ho avuto il breve scambio di opinioni in merito al pesce "padellato".

Il primo, il moderatore, facente parte di un noto gruppo di spinnofili, nel quale mi onoro di avere molti e cari amici, dopo avermi fatto la morale per aver, a suo dire, violato una legge non scritta, non ha trovato di meglio da fare che recarsi a pescare a spinning in loco ove tale pesca è vietata, fregandosene altamente delle leggi non scritte, ed anche di quelle scritte.
E così è finito immortalato, sorpreso con le manine nella marmellata dall'astuto guardiapesca.
Complimenti; bella figura.
Coglierei l'occasione per ricordargli che chi scrive, ha decorosamente svolto l'attività alieutica per trentasette lunghi anni facendo a meno dei suoi buoni consigli.
Sia così gentile da risparmiargli i suoi cattivi esempi.

Il secondo signore, invece, fa parte di un gruppo di pescatori assurto agli onori delle cronache da quando nelle nostre acque è comparso il siluro.
Anche lui a farmi la morale; a farmi notare che i miei cappotti divenivano sempre più frequenti, visto che non rilasciavo i pesci ecc ecc. Sinceramente non mi viene neanche voglia di controbattere di fronte a chi parla solo perchè dotato di lingua.
Avrei potuto rispondergli che si era in un periodo di freddo intensissimo, e la prova è che appena risalite le temperature, la serie dei cappotti si è miracolosamente interrotta.
Avrei potuto rispondergli tante altre cose, ma non l'ho fatto; e ho fatto bene.
Poi gironzolando sul sito di questo gruppo ho dovuto riconoscere che hanno davvero molto rispetto per il pescato: siluri adagiati su materassini, sul fianco per evitare lo schiacciamento del pancino, disinfettati, cicatrizzati, ossigenati e rilasciati con tante scuse.
Davvero un encomiabile rispetto. Ma solo per il siluro.
Il pesce esca invece viene trattato cosi:


Hanno inventato il Kill & Release.

Ho sempre sostenuto di essere rispettoso delle LEGGI SCRITTE.
Rispetto altresì le leggi NON SCRITTE e mai entrerò nel privato di alcuno.

Se la legge scritta non vieta espressamente simili pratiche, non sarò io a questionare o a porre problemi di moralità.
In uno stato di diritto ciò che non è vietato è consentito.

Anche a me è consentito recarmi al gabinetto di casa quando ne ho bisogno. Nessuna legge me lo vieta.
Però ho la decenza di chiudere la porta.

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