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Temporali estivi, trote e temperature
Nella passata estate abbiamo assistito a temporali di forte intensità con durata breve o media, almeno qui in Lombardia. Guardandoli dalla finestra ho avuto modo di mettere a fuoco dei pensieri.
I lanciatori non amano le acque velate, eppure sono un valido aiuto per "stanare" pesci solitamente ben nascosti o diffidenti.
Forse è meglio fare una distinzione: una velatura leggera mantiene o porta le trote in attività, una media rallenta i pinnuti posizionati nelle correnti ma può muovere i grossi calibri dagli anfratti. L'acqua sporca ferma i giochi, almeno per lo spinning.
Le "sfumature" di colore sono date dal materiale in sospensione e sono tutte da provare, in fiumi diversi abbiamo comportamenti diversi, anche se a grandi linee, la suddetta distinzione può essere la base.
Spesso queste impressioni le trovo corrette dal ruscello fino al fiume di portata medio/grande.
Resta inteso che per velare i corsi d'acqua deve piovere.. e girando sempre più termometro alla mano, ho visto che quanto indicato dalle catture e dalla pratica aveva una regola legata alle temperature.
Grosso modo tutti i torrenti che ho battuto nei mesi estivi avevano una temperatura compresa fra i 17 ed i 21 gradi, uno sproposito. Solo qualche anno addietro non ci avrei creduto. Ma ora le portate sono più limitate ed anche in posti infrascati e bui si sente il caldo.
Possiamo trovare delle marcate differenze di comportamento dopo una pioggia estiva, dipende molto dalla durata del fenomeno.
Se si tratta di una spruzzata solitamente sono già in auto, sul posto, e attendo si calmi la buriana per iniziare subito.
Quasi sempre la temperatura delle linfe scende un solo grado, massimo due.
Questa "rinfrescata" ci permette di trovare pesci attivi, vitalizzati dal momentaneo fresco e ben disposti all'attaccare con forza. Se l'acqua è color nocciola non conta, come dico sempre due lanci in più non guastano.
Ma se il temporale dura ore e porta ad una crescita di livello sensibile, allora è meglio valutare la situazione.
Mi è successo varie volte di uscire appena finita la perturbazione, il livello è salito in modo notevole, l'opacità ormai gira verso la trasparenza, tuttavia il fiume sembra svuotato dai pinnuti.
Il metallo frulla ma non attira nulla.. Conosco bene i posti, al limite sono io a sbagliare approccio. Infatti con un minnow le cose cambiamo.
Di solito non si hanno catture in correnti e correntine, invece nelle buche, fatto saltare sulla sabbia sarà possibile avere qualche morso.
La taglia delle trote é spesso simpatica, ma si notano comportamenti rallentati e quasi titubanti, sempre sul fondo.
In alcuni di questi casi il termometro indicava che si era scesi di 5/6gradi. Il fresco piace alle trote.. certo, ma passare di colpo dal brodo al frigo...come minimo potrebbe indurre un rallentamento generale.
Queste botte di fresco, per mia pratica, sono sentite meno dalle taglie medio alte.
Non avremo molte abboccate quindi.
Se attendiamo anche solo poche ore, torniamo al rialzarsi delle temperature verso la "rinfrescata" che muove un po' tutto. Mi sorge un dubbio.. Sono più fredde di un tempo le piogge o i torrenti sono davvero più tiepidi??
Nei fiumi medio grandi le cose sono simili ma non uguali, e dobbiamo fare i conti con volumi maggiori, sia di portata che di ricezione pluviale ed anche di alveo; questo modifica i tempi di reazione alla perturbazione stessa. Sia a livello di contingenza immediata che di adattamento nei giorni seguenti.
Qui servono tutte le capacità ricettive di cui siamo dotati: dobbiamo farci un idea di come reagisce un "posto" grande. Possiamo trovare delle regole,ricordando che la grossa trota è una creatura "trasversale" .Di solito, dopo tanto caldo stenta a muoversi subito. Una, verso sera, mi è successo di trovarla in caccia nella scia di fango portata da un temporaneo rigagnolo, dovuto a pochi minuti di pioggia. Nessuno dei parametri del fiume era cambiato in modo sostanziale.
Erano bastate le nuvole ed un vento leggermente fresco. Dopo giorni di sole può bastare davvero.
Chiaro, giorni di acque opaline ed innalzamenti che si mantengono, sono un serio vantaggio nei grandi fiumi. Magari sfruttando le ore con poca luce ci togliamo qualche soddisfazione, e si riapre la stagione fuori periodo.
Anche in alcuni stagni è conveniente valutare il repentino cambio di temperature superficiali, e non solo pensando ai Bass. Vi è mai successo di prendere gli aspi a galla sotto la pioggia, sul fondo la mattina dopo e di nuovo a mezz'acqua/superfice dopo un altro giorno?
Roba da termometro... e da pensare. Al solito le mie idee, opinabili.
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