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QUESTA SCONOSCIUTA

Sembrerà strano, ma il mondo della musica è pieno zeppo di… stonati. Premettendo che so bene quel che dico, di cui mi accollo in pieno la responsabilità, ripeto a chiare lettere che circolano - e circolavano, certo - cantanti anche molto famosi che non assolvono per niente al primo "dovere" di un vocalist: emettere note esatte, per cui né calanti, né crescenti. E' una cosa molto squallida, invero: con tutta la gente intonata che esiste, i produttori ci propinano supposti "artisti" creando personaggi finti a ripetizione. Questo denota, in maniera inappellabile, che i produttori stessi non hanno orecchio sufficiente per valutare l'intonazione che loro pseudo-cantanti. Sì, sennò cambierebbero metodo! In effetti, è un palese controsenso utilizzare strumentazioni perfettamente accordate per cantarci sopra con note imprecise. Per chi non ha tanto orecchio vendono pure accordatori elettronici, che indicano se la nota scelta è o no quella giusta. Eccoci allora ad una prima spiegazione: gli accordatori elettronici servono per gli strumenti, non per la voce ( a meno che non si trasformi quest'ultima in segnale digitale). Che rende intonata la voce è la capacità del cantante di produrre note nella tonalità corretta. Chi conferisce tale capacità è solo Madre Natura. I produttori, veri responsabili di tali incongruenze, si mettano il cuore in pace: o sono fra quelli che hanno orecchio musicale di una certa qualità oppure non resta loro che circondarsi di gente preparata e naturalmente portata a valutare l'intonazione o meno di un cantante. Inutile impegnare fior di quattrini per un "bluff". Non basta creare il personaggio e pensare che chi ascolta sia tanto demente da lanciarsi su di un prodotto carente della prima regola musicale, cioè la giusta intonazione.
GLI STONATI "STORICI"
Fra gli "artisti" che la discografia ci ha propinato negli ultimi decenni, si possono estrapolare nomi a dir poco eccellenti. Non prima di aver ricordato a chiare lettere che quanto vi sto "svelando" non è frutto della mia fantasia, bensì di situazioni dimostrabili inconfutabilmente con strumenti di comune uso fra i musicisti, vi regalo un piccolissimo elenco di "imprecisi" (chiamiamoli così…) fra i "cantanti" di successo:
MICK JAGGER: sono dolente, ma il cantante showman dei Rolling Stones, oltre a possedere indubbi pregi di trascinatore e quant'altro, lascia molto a desiderare nella precisione delle note. Questo "particolare" potrebbe anche passare inosservato o quasi per chi ha poco orecchio, se si ascoltano i tanti motivi roccheggianti della storica band inglese. Credo però che nessuno, addetti ai lavori e non, abbia il coraggio di negare le sue stonature nei pochi lenti - ma famosi - che i Rolling hanno lanciato, vedi "Angie" o "Lady Jane".
LITTLE TONY: imitare Elvis Presley si è dimostrato impresa disperata per il simpatico "piccolo Antonio": da una parte il vero Elvis, intonatissimo, con dei bassi suadenti, di straordinaria melodicità e, quando serviva, degli acuti di tutto rispetto. Dall'altra Little, con voce comunissima, senza toni bassi né toni alti, oltre che ad una precisione molto discutibile. Anche Michele e Bobby Solo hanno cercato di emulare il Grande Elvis ma, a parte le note intonate di Bobby, non si è sentito nulla di veramente valido. Solo ultimamente, guarda caso nella sfera del "liscio", si sono dimostrati degni di Elvis due cantanti che vale la pena di andare a sentire: Nicola Congiu e Pino Ferro.
SHELL SHAPIRO: il simpatico cantante dei Rokes, dalla voce per la verità tutt'altro che sgradevole, è il classico esecutore che non è stonato ma lo diventa nel momento in cui si alzano i toni della canzone interpretata. Quando si sta su tonalità di media altezza, tutto bene, ma quando si comincia a salire, quelli come Shell (ma non è affatto l'unico!) cominciano a perdere i colpi e a produrre note calanti, come una corda della chitarra non "tirata" abbastanza.
LUCIO BATTISTI: autore di bellissime canzoni, alcune delle quali hanno fatto la storia della musica italiana, non si destreggiava agevolmente nell'interpretare quelle. Il suo non era uno stonare classico, evidente. Le note erano riprodotte sfiorando la precisione, ma senza mai raggiungerla. Risultato: quando le sue canzoni le hanno interpretate cantanti veri e propri, il miglioramento l'hanno percepito tutti.
BOB DYLAN: capostipite della canzone di protesta, ha indubbi meriti, che nessuno si sognerebbe di contestare, sottoscritto compreso. Le sue stonature, però, sono talmente di facile "presa" che non credo sia il caso di proseguire oltre. Fra i tanti meriti, una piccola"colpa": ha permesso ad una marea di cantautori italiani di storpiare canzoni magari molto belle. Un esempio su tutti: le canzoni dei Nomadi rendono molto meglio se a cantarle è il povero Augusto piuttosto che Francesco Guccini, l'autore…

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