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Il mondo della musica è concorde: il primo grande chitarrista di blues moderno è stato B.B.KING. Sulla sua scia il vecchio blues si è tolto l'immagine dei negri che cantavano nei campi di cotone e si è messo una nuova veste. Non meno "triste" e nostalgica, però. Note lunghe ma graffianti, penetranti ma melodiche. Un mix di note e di atmosfere create da un grandissimo, un cambiamento che lascerà per sempre il suo indelebile segno nel mondo musicale. L'improvvisazione, nel blues, è tutto. Gli accordi sono quasi sempre tre e si ripetono in "giri" praticamente infiniti. Gli stessi testi sono spesso un riempitivo, un qualcosa di superfluo, come se servissero soltanto da presentazione al momento topico del pezzo: la svisata. Questa, di primo acchito, appare semplice. Le note principali sono cinque, come nel rock, il quale si può considerare un
figlio del blues. Se l'accordo principale è MI, la scala classica prevede il MI, appunto, il SOL, il LA, il SI ed il RE. I grandi bluesmen, però, aggiungono a seconda del momento di ispirazione altre note, che coloriscono il fraseggio, lo completano e lo fanno diventare più espressivo. Giocano ad esempio sulla glissata di mezzo tono fra il SOL ed il SOL diesis, in pratica fra il "maggiore" ed il "minore". Oppure, di passaggio, vanno a toccare il SI bemolle od il DO diesis. Spesso, poi, inseriscono un FA diesis. Cioè la nona del MI, proprio quando la vena melodico-triste vuole essere sottolineata. Ovviamente, non è possibile inscatolare un'improvvisazione, poiché, per definizione, la si fa al momento. A differenza dei chitarristi moderni (vedi ad esempio Malmsteen) che sfoggiano una tecnica impossibile, con migliaia di note nella stessa svisata, i grandi del blues non riempiono gli spazi a loro disposizione con scale scolastiche e veloci, bensì quasi le "centellinano" le note, come se volessero parlarti con quelle e trasmetterti tutte le loro sensazioni, senza che te ne sfugga una sola.
Componente essenziale di un pezzo improvvisato, è il tocco che si ha nelle cosiddette glissate. Queste di solito nel blues sono abbastanza accentuate, perché debbono far alzare la nota di un tono intero. Se rimaniamo in accordo MI, le glissate più comuni sono quelle che trasformano il LA in un SI ed il RE in un MI. Le varianti, comunque, sono innumerevoli e la grandezza del bluesman sta proprio nella capacità di improvvisare praticamente… all'infinito.

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