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| Poco più di un'ora di Opera. Ma immense emozioni e melodie che anche fra qualche millennio saranno apprezzate da chiunque ami la musica. Perché la musica, in quanto arte, non ha frontiere. Né di spazio, né di tempo. Ruggiero Leoncavallo, genio sregolato, calabrese cocciuto, musicista sconfinato. Non ha composto molto, ma ha trafitto il cuore di chi, dalla musica, esige trasporto, complicità, invenzione e gusto. Quale ex jazzista, con deviazioni rock e blues, dovrei disinteressarmi di musica operistica. Il fatto è che la mia povera mamma era soprano. Il suo canto, di una finezza ed una precisione rare, riecheggia dentro di me. Non fece carriera perché mio padre non le permise, spinto da gelosia , di calpestare più di tanto i palcoscenici… |
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La sua romanza cavallo di battaglia era "Vissi d'arte" della Tosca. Me la rammento perfettamente tuttora: Dio solo sa cosa farei ora per poterla ascoltare ancora una sola volta… Nell'esecuzione dei "Pagliacci" non basta cantare bene: bisogna essere in grado di interpretare, di rifinire il personaggio, come se oltre che ad essere buoni cantanti, si sappia anche recitare. E' forse l'unico melodramma in cui fra i pochi protagonisti ci sono ben due baritoni. Non è facile interpretare le parti di Tonio e Silvio, in quanto il buon Leoncavallo pretende da loro modulazione e vocalità ai massimi livelli. In un paio di occasioni, si deve raggiungere il sol diesis. Tale nota, per i baritoni, equivale al do di petto per i tenori. |
| La romanza più famosa, "Vesti la giubba", è forse una delle poche invenzioni musicali che non ti stancano nemmeno dopo una vita di ascolto. Grande sensibilità musicale, dunque, è richiesta al tenore che impersona Canio. Modulazione ed attitudine a cantare in condizioni estreme sono invece le caratteristiche che il geniale Ruggiero ha previsto per il soprano, Nedda nella fattispecie. Ma l'anima dell'opera rimane quella dell'Autore. Controversa, grave, imponente, penetrante. Violoncelli dal controcanto a volte improvviso ed inatteso. Le note acutissime degli ottavini si susseguono ai toni bassi dei corni. "L'autore dal vero ispiravasi", dice Tonio ne "il Prologo": sembra che Ruggiero Leoncavallo l'abbia vissuta davvero, in prima persona, la tragedia narrata nel suo Capolavoro. | ![]() |
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