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Carlos Santana non è da considerarsi un grandissimo chitarrista. Ovviamente riferendoci a livelli stratosferici. Carlos è un inventore di melodie, un creatore di fraseggi musicali che entrano nel nostro "heart", nel nostro cuore.
La classica costruzione di una canzone di Santana: piccola melodietta iniziale, molto orecchiabile e poi, sulla base di due soli accordi, una svisata infinita. Quest'ultima è però ben lontana dal richiamare le improvvisazioni rock o blues. E' una sequenza di gruppi di note che, presi ad uno ad uno, potrebbero servire per comporre un'intera altra canzone.
Questo accade in "SAMBA PA TI", in "EUROPA", in "SONG OF THE WIND", tanto per citare alcuni successi. Anche nelle canzoni cantate (le tre menzionate prima sono soltanto suonate), la svisata non è mai aggressiva e graffiante, bensì asseconda perfettamente il genere a cui il pezzo appartiene.
Un grande merito Carlos Santana ha indubbiamente avuto: quello di riscoprire e riproporre in veste "moderna" i cosiddetti ritmi sudamericani. In effetti, cosa sono "OYO COMO VA" o "BLACK MAGIC WOMAN", se non dei tipici "cha cha cha"? Provate a canticchiarli e ve ne renderete conto.
Il "Carlos Santana Heart" è come una piacevole malattia. Una volta che ti abbia colpito, non c'è alcun rimedio: non ti resta che ascoltare perché è proprio quello che vuoi fare. Non stupisce per la bravura, per la diteggiatura e qualche altra qualità strettamente tecnica. Tanti chitarristi riescono a scimmiottare Santana piuttosto facilmente. Fra questi pongo anche il sottoscritto. D'altronde, in sette-otto anni di pratica musicale, "SAMBA PA TI" l'avrò sonata centinaia e centinaia di volte.
E me la richiedevano pure! Ovviamente, dopo averla eseguita per anni, ed essermi stancato di ripetere nota per nota il pezzo originale, improvvisavo a ruota libera…
Ma… un conto è copiare, eseguire, riprodurre… Un altro è inventare. Le improvvisazioni più belle non debbono necessariamente essere le più difficili. Anzi, spesso la "heart-svisata" non contempla molte note, ma resta più impressa di centinaia di altre similari ma troppo tecniche, troppo ricche di virtuosismi fini a se stessi.
Un'altra caratteristica peculiare di Carlos è la ricerca della nota lunga, attraverso la saturazione dell'amplificatore. In pratica, fa in modo che l'amplificatore (quasi sempre un "Fenderino"a valvole di 30 watt) vada in risonanza e di conseguenza la nota non abbioa più fine fino a quando non toglie il dito dalla tastiera della chitarra. Non è stato il solo ad utilizzare questo piacevole stratagemma ma, specialmente dal vivo, lo impiegava più spesso di altri.
Unica… nota stonata, le ultime canzoni: io che ammiro Carlos e che l'ho scimmiottato per tanto tempo, devo riconoscere a malincuore che gli ultimi pezzi sono di qualità piuttosto scarsa.
Tanto vale andare a riascoltarsi "SAMBA PA TI" O "THE SONG OF THE WIND"…

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