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In confidenza lo confesso, consapevole dell’estrema gravità della colpa (ma tanto voi non lo direte a nessuno, vero?): lo spinning al bass –in così notevole crescita anche nelle nostre italiche contrade- non mi ha mai affascinato più di tanto.
Intendiamoci non è che a volte non accetti di praticarlo con passione e godimento, ma in verità lo faccio quasi sempre per stare in compagnia con alcuni amici “bass-dipendenti” e senza troppa convinzione.
Troppo intrigante per me il richiamo dei vasti ambienti di acqua corrente coi loro infiniti e mutevoli angolini da riscoprire ad ogni uscita, popolati da una variegata serie di specie predatorie (avete presente la classica giustificazione del “don Giovanni” impenitente: “Perché limitarsi ad una sola, quando ce ne sono così tante a disposizione?”).

Bene, proprio per i motivi sopraesposti ritengo di essere la persona giusta per accennarvi a un’avventura e a un lago dove il mio pregiudizio è stato messo a dura prova:
l’invaso di Rosamarina in quel di Caccamo (Palermo – Sicilia – Italia!).



Ebbene sì, non stupitevi: la nostra bella nazione custodisce ancora fantastici gioielli alieutici e se gli ecosistemi italiani fossero meglio gestiti, non credo avremmo nulla da invidiare a molte strombazzate mete esotiche.

Il lago di Rosamarina è un invaso artificiale lungo 8 chilometri e largo circa 2 con una profondità massima di 90 metri, creato una decina di anni fa principalmente per scopi irrigui, come dire che l’acqua gli viene tolta solo durante l’estate. Tale fatto ne garantisce, al contrario di altri simili, la stabilità idrica nella prima parte dell’anno, quella per intenderci durante la quale la comunità ittica si riproduce.
Ecco dunque in larga parte spiegata l’incredibile abbondanza di persici trota e persici reali –unici predatori presenti- sostenuta da una numerosa colonia di latterini che insieme a carpe e poche altre specie ciprinicole minori, completano la fauna ittica del bacino.



Pochi sono i punti dove le rive del lago sono raggiungibili in auto e questo nonostante la presenza di una sconnessa strada –in realtà quasi una pista- che ne percorre l’intero perimetro. Così nel recente mese di luglio, io, Cesare e Giovanni ci siamo affidati all’amico Francesco Li Bianchi, gestore di un locale servizio di guida di pesca (www.spinningsicilianord.com ) per poterlo conoscere e sondare nel modo migliore e cioè dalla barca con motore elettrico. Da sottolineare infatti a tale proposito come lo SCI Sicilia si sia speso nella persona del Segretario Salomone (sì, insomma l’ultraconosciuto “Boz” dei siti di spinning!), perché fosse adottato un regolamento di corretta gestione delle acque, che fra l’altro vieta la navigazione con motore a scoppio.

Quasi scontato a questo punto raccontarvi della –per noi- inedita prospettiva di pesca che ci si è delineata: poterci spostare senza problemi da un hot spot all’altro, quasi senza perdita di tempo e fatica, anche perché le postazioni interessanti sul Rosamarina si succedono circa senza soluzioni di continuità.



La vallata coperta d'acqua offre infatti infinite “strutture” incredibilmente popolate da bass di ogni taglia: tanto per fare un esempio, dall’intrico dello stesso alberello sommerso ho catturato di seguito 7 bass sui 4-5 etti, poi Francesco mi ha portato via dicendo che ce ne potevano essere una trentina ma tutti di quelle “scarse” dimensioni e dunque non valeva la pena continuare!

Insomma una pesca di ricerca che profittando del grande numero di posizioni favorevoli (alberi piccoli e grandi, rovi, case, recinti, massi, legnaie, cespugli, pali della luce…) prosegue senza soste alla esclusiva ricerca degli esemplari “attivi” (sempre molti) –e Renzo Della Valle cui raccontavo poco tempo fa della vicenda, aveva stigmatizzato lapidariamente: “Ma è così che si pesca il bass!”.



D’accordo, il boccalone si dovrebbe pescare così, ma dove lo trovate oggi un luogo dove davvero ad ogni lancio è possibile catturare un pesce e a fine battuta gli esemplari totalizzati ammontano a parecchie decine, ciascuno di taglia decente se non abbondante? Il tutto poi in un periodo dell’anno sfavorevole alla cattura dei big della specie (gli amici che frequentano il lago con assiduità hanno talora superato la misura di 70 (!!) centimetri)?

Come quella volta in cui, essendo entrambi i compagni di barca impegnati in recuperi verso il sottoriva, per ingannare l’attesa avevo provato a proiettare l’artificiale verso il largo, nell’indistinto profondo blu, ricavandone una serie di inattese catture di pesci “sospesi”.
Oppure le entusiasmanti serate in cui presso le sponde basse e battute dal vento, decine di persici trota e reali si mettevano a cacciare in gruppo sui branchi di zatterini lì ammassati, consentendo una lunga serie di emozionanti duelli a ripetizione.


Gomma in varietà, crank e top water sono state nell’occasione le nostre armi vincenti, ma con un lago così, tutto ma proprio tutto il vasto armamentario destinato al boccalarga può trovare proficuo utilizzo.

E siccome gli occhi e il cuore traboccano ancora per quei bei momenti, come non raccontarlo agli amici di un sito dove “lo spinning è emozione”?

Mario

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