ARTIFICIALI ATTREZZATURA TECNICA  FOCUS  TEST  CATTURE MICOLOGIA NATURA  MUSICA VINI E GOLOSITA' LINKS

Il tarassaco è una delle piante officinali più conosciute. Se ne fanno impareggiabili insalatone primaverili, meglio se con aggiunta di cipollotti tagliati finemente, utilizzando ovviamente le foglie giovani. Si mettono addirittura sott'aceto, come fossero capperi, i boccioli dei fiori. Come non bastasse con la radice tostata si prepara un surrogato del caffè. Con tali virtù, alle quali vanno aggiunte importantissime proprietà terapeutiche, dovrebbe godere di un po' più di considerazione, il cosiddetto dente di cane, o dente di leone che dir si voglia! Come se la sua diffusione fosse una sua… colpa!
Una regola ferrea è comunque da rispettare: i denti di cane vanno colti in posti CERTAMENTE non inquinati! Visto che in pianura è quasi impossibile trovarne, non resta che andare a cercare in collina, avendo anche là l'accortezza di evitare le zone a coltivazione intensiva della vite, sempre per evitare contaminazioni con antiparassitari e compagnia bella.
Anche se il solo uso alimentare delle foglie comporta una seria azione depurativa, dal punto di vista officinale, del tarassaco viene utilizzato il rizoma. Questo va raccolto in Febbraio/Marzo, prima che la pianta fiorisca.


La T.M. (tintura madre o estratto idroalcolico) di tarassaco ha enormi proprietà, riguardanti soprattutto la sfera epatica.
E' coleretica (attiva la produzione e la secrezione della bile) e colagoga (facilita l'evacuazione delle vie biliari). Addirittura, specialmente in Francia, si effettua la "tarassacoterapia", volta a combattere i disturbi epatici e le dermatosi che spesso ad essi si associano.
Dagli ultimi studi, risultano confermate le proprietà amaro-toniche e digestive, utili tra l'altro per combattere l'inappetenza, principio di anoressia compreso. Il tarassaco è anche ritenuto - anche dalla medicina ufficiale, specialmente quella pediatrica - un blando lassativo e un lenitivo delle infiammazioni emorroidali.
E' forse inutile precisarlo ma, visto che io sono solo un semplice appassionato di Natura nella sua totalità, prima di lanciarsi in qualche cura fai da te, sarà d'uopo sentire il parere medico…


Un coltello ed un cestino di vimini costituiscono il corredo per chi voglia farsi una passeggiata in collina e portare a casa qualcosa di buono che faccia davvero bene. Le cure disintossicanti sono tipiche del periodo primaverile e Madre Natura, che sa sempre come sistemare a dovere i tasselli che regolano la vita, ci mette a disposizione la cosa giusta al momento giusto.
Un pescatore di torrente, nei vari "passaggi" fra un fondale e l'altro, non faticherà di certo nell'imbattersi in cespi di dente di cane…. Così come il cercatore di ascomiceti primaverili (verpe, mitrofore, spugnole) o di prugnoli , avrà mille occasioni per portarsi a casa una materia prima di altissima qualità onde prepararsi insalate tanto buone quanto benefiche.
Se si ha voglia e tempo si può anche preparare una tintura madre in casa propria. L'unica rottura è approvvigionarsi di un po' di rizomi di tarassaco. Ci vuole una zappetta per arrivare ad estrarre dal terreno la radice, che va pulita dalle radichette, lavata e triturata. Ricavatone 100 grammi, li mettiamo a macerare in mezzo litro di soluzione idrolacolica a circa 50 gradi. Basta prendere un contenitore di vetro, versarvi un quarto di litro di alcool a 95 gradi ed un altro quarto di litro di acqua, dimezzando così la gradazione alcolica. Tre settimane di macerazione sono sufficienti, ricordandosi di agitare un paio di volte al giorno il vaso. Si filtra e si conserva in flaconi con pompetta. Una cinquantina di gocce un quarto d'ora prima dei pasti ci faranno bene, molto bene.

indice natura




ARTIFICIALI ATTREZZATURA TECNICA  FOCUS  TEST  CATTURE MICOLOGIA NATURA  MUSICA VINI E GOLOSITA' LINKS