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| Evitiamo anzitutto pericolose confusioni: quando si parla, almeno su questo sito, di bacche selvatiche, si intende SELVATICHE DAVVERO! Niente a che vedere, perciò, con i mostriciattoli extra-large che si ritrovano, magari in Gennaio, nei vari supermercati. L'incontro con il lampone è piuttosto facile e frequente. Al solito, pescatori di montagna e fungaioli hanno infinite occasioni di cascarci sopra. Il nome scientifico, Rubus idaeus, richiama piuttosto palesemente l'appartenenza al gruppo dei rovi. Il nome latino Rubus fructicosus, infatti, indica il comune rovo che ci dona le gustose more. |
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| In effetti, se non si intende sottilizzare, la somiglianza è evidente. Cambia in pratica soltanto il colore, oltre che il gusto, naturalmente! L'arbusto si trova spesso ai bordi delle stradine montane. Ciò significa che, se le condizioni climatiche sono favorevoli, si possono riempire in fretta i barattoli di vetro (sì, di vetro!) che ci serviranno per raggruppare le bacche. In pratica, spesso capita di posteggiare l'auto e, a pochi metri, cominciare a raccogliere con tutta comodità. La maturazione avviene, a seconda ovviamente delle zone, fra Agosto e Settembre. E' chiaro che ci si debba servire di frutti maturi e tralasciare quelli ancora acerbi. Riconoscere le bacche mature è semplice: basta scegliere quelle color… lampone! La raccolta va fatta con delicatezza per scongiurare una marmellata prematura. I lamponi non sono ricchi di proprietà curative come altre bacche. Però non è da sottovalutare la presenza di vitamine , soprattutto del gruppo B e C, e sali minerali di vario tipo, come calcio , ferro e fosforo. |
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L'utilizzazione più classica del lampone è quella di fare da guarnizione a torte e gelati alla frutta. Si possono anche confezionare marmellate o frullati piacevolissimi. I montanari, soprattutto quelli trentini, usano aromatizzare l'aceto con le bacche di lampone: l'agrodolce che si ottiene è quantomai stuzzichevole. Si possono preparare, piuttosto facilmente, anche liquori e grappe a gogò. In un litro di grappa bianca lasciare a macerare due o tre manciate di bacche. Si aggiunge zucchero (o, meglio, almeno per me, miele) e si lascia a stagionare per un mesetto. Si filtra e si imbottiglia. Nella moderna medicina omeopatica, trova molto successo il gemmoderivato del Rubus idaeus, in quanto ha un'azione correttiva sui disturbi ormonali femminili. |
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