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rossi frutti nel bianco inverno


E' una delle piante arbustive più diffuse in tutta la Penisola, è buonissima, ha proprietà terapeutiche di tutto rispetto e, nonostante tutto ciò, è ricercata da pochissimi. In più, ma questo è un vero optional, ravviva con le su bacche di colore rosso vivo il triste inverno!
La Rosa canina, o rosa di macchia, si trova un po' dappertutto, dalla pianura alla montagna, con un picco di presenze nella media collina. La parte commestibile di questa splendida pianta è il falso frutto chiamato cinorrodo, che contiene i veri frutti e quei fastidiosi peli simili a setole che non bisogna ingerire per i problemi che possono apportare all'apparato digerente.
Il miglior momento per andare per andare a caccia di cinorrodi è quello attorno alle Feste di Natale, dopo che i frutti abbiano sopportato le prime gelate. La bacca deve risultare morbida e, alla pressione delle dita, permettere facilmente la fuoriuscita della polpa. Vale davvero la pena di provare almeno una volta la bontà della marmellata già pronta che Madre Natura ci regala: basta schiacciare un cinorrodo… e gustare! Se poi pensiamo alla grandissima quantità di vitamina "C" contenuta nelle bacche (siamo a livelli stratosferici, anche oltre i 1.000 milligrammi per etto, quando l'arancia ne ha soltanto 50!), si capisce ancora di più l'importanza di mangiare la polpa così come si trova, cioè cruda. Ovviamente se ne possono confezionare marmellate casalinghe sublimi. In questo caso, conviene passare al setaccio le raccolte, sempre per evitare una concentrazione delle fastidiose setole. Oltre che buona, la polpa dei cinorrodi è utilissima per produrre gemmoderivati destinati alla cura di tonsilliti, riniti, tracheo-bronchiti e similari, per cui risulta essere un eccellente rimedio per i bambini nel periodo invernale. In più, con i cinorrodi si può preparare un oleolito cosmetico destinato ad avere sorprendenti effetti positivi contro smagliature, cicatrici e zampe di gallina. Ditelo alle vostre donne: buttate via la crema per il contorno occhi e passate dalla sponda della Natura, avrete migliori risultati e vi rimarranno più euro nel borsellino!

Premendo sul cinorrodo, fuoriesce la polpa interna, una squisitezza
pronta da gustare, buonissima e dalle rare proprietà benefiche.

Io vado almeno una volta l'anno a raccogliere i cinorrodi per confezionare delle grappe che, quando vengono gli amici a casa mia invitati, non debbono per nessun motivo mancare, a rischio di perdere il loro saluto! La preparazione è semplicissima. Per un litro di grappa (io mi servo della Nonino, quella friulana) bastano trenta o quaranta cinorrodi, l'importante è che siano bei maturi e polposi. Prima di filtrare ed imbottigliare, li si lasciano macerare in acquavite per un mesetto con un paio di cucchiaiate di miele d'acacia ed il giuoco è fatto! Io non aggiungerei aromi vari come cannella, chiodi garofano e via dicendo. La polpa rimarrà sul fondo, per cui, prima di berne un bicchierino quale digestivo, è buona cosa agitare la bottiglia. Un'ultima cosa: avete presente i vari integratori vitaminici venduti ormai un po' dappertutto? Andate a leggere quelli con alta concentrazione di vitamina "C" cosa contengono. Oltre a tale acerola (una ciliegina che nasce spontaneamente nelle Bahamas) troverete proprio la nostra Rosa canina!

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