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Si, ok il ritardo al lavoro, ad un appuntamento "palloso", ci può stare, per certi versi è quasi fisiologico, ma…quando si tratta di una levataccia per un'uscita a pesca il ritardo non esiste! Il mio vero problema, all'opposto, è quello di non arrivare troppo in anticipo a casa dei miei compagni di pesca!
Anche quella mattina, infatti, non ho permesso alla sveglia di suonare, e con "soli" 45 minuti (!!!) di anticipo sono a casa del mio amico Marione, il suo cane sveglia tutto il vicinato…Mario esce con una faccia da oltretomba, il tempo di un caffè e si parte!
Imbocchiamo l'autostrada a Villanova d'Asti (AT) in direzione Torino, proseguiamo lungo la tangenziale fino all'uscita di Venaria (TO) e seguiamo poi le indicazioni per le "Valli di Lanzo". Un'ora di auto in tutto e siamo in quel di Germagnano (TO), presso un bar del paese acquistiamo 2 buoni a testa: un buono costa 12,50 € e da diritto al prelievo di 5 capi, esiste anche la possibilità di un buono no-kill, costa sempre 12,50 € e permette di trattenere un solo capo.
In un attimo siamo in riva alla Stura di Lanzo, l'acqua è verde-azzurra, color latte e menta pallido se mi consentite il paragone bibitoso, è acqua di neve, ma il livello e la corrente sono più che accettabili, inoltre… avevamo una voglia di pescare tale che avremmo lanciato i nostri artificiali anche nel bel mezzo delle cascate del Niagara!
Mario opta per una 1,80 mt, molto morbida, in bobina uno 0,18; io preferisco una 7' piuttosto rigida, come nylon sempre il 18 imbobinato sul mio fido Stradic.


Ci posizioniamo ad una distanza di circa 50 mt l'uno dall'altro, in un bel correntone veloce. La mia partenza è bruciante, fin troppo, ed in 15' ho già esaurito un buono con 5 fario: protagonisti assoluti un Martin mosca n6 ed un minnow Tubertini rosso fluo da 5cm. Era la prima volta che usavo quel minnow: mi ispirava e "lui" non ha affatto deluso le mie aspettative, specie se lasciato scodinzolare in corrente, anche senza lavorare affatto col mulinello.
Decido, allora, di prendermela con comodo e torno in auto per recuperare la macchina fotografica digitale, deciso ad immortalare Marione in azione. Quando ritorno sul fiume la canna del mio "collega" si piega per la prima volta: giro un mini-filmato proprio durante gli attimi finali del recupero! Mario porta a riva un bell'ibrido marmorata-fario, non un pesce enorme, ma dalla splendida livrea.
Risaliamo di un centinaio di metri e, con l'acqua che ci bagna quasi fino ai fianchi, facciamo qualche lancio: non è, tuttavia, una buona idea stare in mezzo al torrente con una corrente così decisa e la nostra prudenza (chiamiamo così il fatto che non abbiamo agganciato nessun pesce in quel punto!) ci suggerisce di spostarci nuovamente.
Incontriamo 2 tizi intenti a pescare al tocco, appostati sulle rocce sopra una bella e lunga buca, che agganciavano fario con una certa regolarità: il posto ci ispirava non poco, ma era già occupato quindi…li superiamo ed andiamo a monte di una trentina di metri, sempre pescando da terra, appollaiati sopra due grosse rocce.


Vista la discreta profondità e la corrente sostenuta, capiamo che servono esche che riescano a lavorare tenendo bene il fondo senza farsi trascinare inanimate verso valle: estraiamo allora una delle nostre armi preferite, il minnow Salmo Hornet da 4 cm. Tiene alla grande il fondo e lo senti vibrare fin dai primissimi giri di manovella. Bene, da quel momento in poi non ci è più passato per la testa di cambiare esca. Si sono aperte le danze, ed abbiamo recuperato parecchie fario sui 4/5 etti che, sfruttando abilmente la corrente, ti illudevano di aver agganciato chissà quale mostro.

Passata una mezz'oretta, ci accorgiamo che i pescatori al tocco se ne sono andati: pensiamo che abbiano fatto man bassa di pesci in quel tratto, e siamo indecisi sull'eventualità di scendere a valle e tentare in quell'angolo che tanto ci attraeva… Ma si, che ci costava, al limite saremmo ritornati a monte.

Raggiungiamo le rocce, fiondiamo contemporaneamente e con la stessa sincronia agganciamo 2 bei pesci al primo lancio! In quel punto di trote ve ne sono ancora, eccome! Guardare la canna del tuo amico che si flette al pari della tua ci fa sorridere come bambini! C'è spazio anche per un salmerino, gran combattente, ma la cosa più libidinosa, per conto mio, è stata quella di scorgere quasi a riva un paio di trote che, dopo aver fatto tremare il cimino con un "assaggio" dell'esca, la riattaccano decise dopo averle girato attorno per un attimo.
Tempus fugit, solo quando ti stai divertendo ovviamente, e ben presto giunge l'ora di tornare all'auto!


Ora…non dobbiamo esaltarci, è pur sempre una riserva, e non occorre essere dei fenomeni per fare la quota, ma… ritengo sia giusto fare un paio di considerazioni:
- il contesto ambientale è davvero bello, e questo…aiuta a divertirsi;
- le trote, pur se di semina per la quasi totalità, sono ben formate e distanti anni luce da quegli sgorbi che si vedono non di rado…;
- il rapporto qualità/prezzo, considerando il tutto, mi sembra abbastanza buono;
- ci sono trote per tutti, d'accordo, ma, se ci sai un po' fare, puoi prendere pesci praticamente ovunque, usando l'esca più appropriata per quel preciso tratto di torrente, facendola lavorare come vuoi…insomma te la godi appieno!

Ma una volta erano così ricche anche le acque pubbliche? Nel caso inventassero la macchina del tempo, saprei dove proiettarmi indietro di una cinquantina d'anni…

PS: torneremo presto a Germagnano, anche perché un nostro amico ha agganciato, poco tempo fa, una bella bestia che, dopo un paio di strattoni, ha rotto uno 0,20… l'idea che si tratti di una super marmorata fa volare la fantasia…

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