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L'estate stava morendo. I primi temporali della seconda metà di agosto avevano rinfrescato l'aria di quella torrida stagione.
I pomeriggi erano però ancora lunghi, e si poteva approfittare di quel clima finalmente umano per trascorrere qualche ora a pesca senza boccheggiare.
Pensai allora di portarmi dietro Robertino.
"Tanto una canna in più c'è e poi al Parco Palustre la licenza non occorre. Perché non approfittarne per passare mezza giornata assieme?" Passai quindi a prenderlo a casa sua, e la signora Cesira mi raccomandò di non farlo strapazzare troppo, di non farlo sudare, e di tenerlo possibilmente all'ombra.
"Lo riporterò a casa sano e salvo" la rassicurai.
Robertino non aveva mai pescato boccaloni, e complice l'abbassamento della temperatura, speravo vivamente di riuscire a fargli apprezzare la pesca a galla del simpatico centrarchide.
Giunti in loco, montatagli la canna con regolamentare minnow galleggiante, lo parcheggiai all'ombra e gli diedi qualche consiglio su cosa fare e soprattutto su cosa NON fare, tipo non cadere in acqua troppo presto, non infilarsi ancorine nelle mani e soprattutto negli occhi, in caso di improbabile cattura evitare che il furbo Microp si inerbi, non farlo saltare troppo altrimenti si slama, quindi canna bassa ecc. ecc…
Robertino ascoltava i miei consigli attentamente; però sentivo la sua mente lontana, mentre sul suo volto compariva un enigmatico sorriso…

Pronti. Via….
Mi giro per cercarmi un posticino adeguato, faccio - giuro - cinque passi e sento :"C'è"
" C'è che cosa?"
Mi volto e Robertino e' lì, con la canna piegata in due, mentre una pesticciola verde rimbalza sull'acqua come una palla magica. "Arrivo" gli grido.
Lui l'ha già estratto dall'acqua e se lo guarda con curiosità: "che pesce divertente" commenta serio, come è suo costume.
Poi, riprende a lanciare, ed io poco distante rimango a guardarlo catturare i suoi primi boccaloni.

Le ore passarono veloci e presto fu tempo di ritornare "altrimenti la mamma chi la sente, eh Robertino."
La mamma era sul balcone e ci aspettava.
" Allora come è andata la pescatina?"
"Benissimo" gli risposi, "ne abbiamo presi molti"
"Anche Robertino ?" mi chiese.
"Soprattutto".
A quel punto ci salutammo, e mi parve tanto strano sentirlo ringraziare per le belle ore passate assieme.
Si allontanò verso casa senza voltarsi, ed io rimasi a guardare quella figura asciutta dal passo elegante, che tanto tempo fa mi portava con sé a pescare, mi dislocava in un punto tranquillo e ombroso e mi raccomandava cosa dovevo e soprattutto cosa NON dovevo fare, tipo cadere subito in acqua, infilarmi ancorine nelle mani e soprattutto negli occhi e nel caso di eventuale cattura aspettare che fosse lui a condurre il pesce sul guadino, senza inseguirlo urlando e bestemmiando come un carrettiere…..
Oltre centotrent'anni in due; e tanto tempo passato assieme lungo un fiume, a pescare….
Tempo meraviglioso…..
"Grazie di cuore, papà."

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