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| Il luccio aveva compiuto vent'anni. Non ricordava oramai molto della sua lunga vita, e non voleva neanche ricordare. Era stata dura, molto dura raggiungere quel metro di lunghezza che oramai lo metteva al sicuro da brutte sorprese. Neanche i grossi siluri lo impensierivano più di tanto. Era forte, veloce; il padrone incontrastato di quell'angolo di fiume caratterizzato da corrente lenta ed alberi in acqua. Il cibo poi non mancava, specialmente in estate; certo quegli strani pesci con gli occhi di fuoco, che cacciavano di notte, qualcosa gli sottraevano. Lui doveva faticare per nutrirsi, non poteva tendere agguati al buio a prede addormentate, ma comunque le sue vittime riusciva lo stesso a farle. E quindi poteva considerarsi fortunato......... L'uomo arrivò sul fiume che annottava, come il giorno prima....come sempre. Guardò l'acqua una decina di minuti prima di prepararsi. Non gli piaceva cominciare subito a pescare; voleva sempre contemplare il luogo qualche minuto, solo per il piacere di farlo. A volte si soffermava a guardare un pezzo di legno trascinato dalla corrente, solo per provare ad indovinare quale percorso avrebbe compiuto, sotto quale arcata sarebbe passato, quanti secondi ci avrebbe impiegato. Tutte sciocchezze, ma a lui piaceva così........ Il vecchio luccio decise che era tempo di mettersi in caccia. Era già dicembre inoltrato, ed i sensi gli dicevano di accumulare energie per la frega oramai prossima. Lentamente sollevò la possente testa verso l'alto e si diresse verso l'intrico dei rami in acqua. Si addossò ad un tronco marcio e ristette. Non passò molto tempo che uno sbadato triotto entrò nel suo raggio d'azione, senza accorgersi dei due enormi occhi gialli che lo scrutavano........ Fu un attimo. Il vecchio luccio scattò come una molla......ed addentò l'acqua. Il triotto con un guizzo laterale era riuscito a sottrarsi alle micidiali mascelle rifugiandosi nell'intrico di rami e rametti.......... |
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| Furioso per l'attacco fallito si girò verso un rumore che proveniva da dietro. Uno stupido pesciolino variopinto nuotava svogliato a non più di un metro da lui. Fu un attimo coprire quel metro ed azzannarlo. Sentì un dolore forte, lancinante, seguito da un colpo che sembrò volesse staccargli la testa. Il vecchio luccio rimase di pietra. Quando sentì la forza misteriosa che voleva strapparlo al suo fiume, impazzì........ L'uomo avvertì il colpo sull'artificiale e ferrò con tutta la forza che aveva. In quel tratto di fiume aveva catturato dei bei lucioperca. Sapeva che avevano la bocca durissima, quindi quando si trattava di infilargli le ancorine nelle carni non faceva complimenti. Vide nella scarsa luce crepuscolare qualcosa sott'acqua inclinarsi biancheggiando, e la sua esperienza gli disse subito che non poteva trattarsi di un perca; troppo lungo. Capì subito che era un luccio, e che luccio! Non c'erano ostacoli troppo vicini, e l'uomo mollò un poco la frizione, per lasciare la prima mossa al suo avversario......... Il vecchio luccio pensò di rifugiarsi nell'intrico dei rami; partì a razzo, ma le forze gli mancarono quando era ancora troppo lontano. Si lasciò allora rimorchiare mentre recuperava energie. Il secondo tentativo lo fece alla vista della riva. Esplose tutta la sua potenza in un microsecondo, la testa gli sembrava doversi staccare dal corpo, ed il dolore in bocca era fortissimo....... L'uomo entrò lentamente in acqua. Sapeva cosa fare e cosa non fare. Lentamente passò la canna nella mano sinistra, avvicinando la sua preda sino ad averla a portata di mano. Solo allora gettò la canna sulla riva, schiacciò il vecchio luccio dietro la testa comprimendolo sul fondo con la mano destra, poi portò la mano sinistra sotto il pesce, in corrispondenza dell' altra, imprigionandolo in una morsa......... |
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| Il vecchio luccio era adesso sulla riva. Intuiva che la fine era giunta ma stranamente non gli dispiaceva più di tanto. Aveva vissuto da grande, da grande aveva combattuto, ed accettare di essere sconfitto lo rendeva forse ancora più grande. Era stato parte del suo fiume, si era riprodotto innumerevoli volte, aveva ucciso solo per sfamarsi. Oggi terminava la sua avventura. Così, semplicemente. Sperava solo di avere una breve agonia; sentiva dei ferri in bocca, poi si sentì sollevare mentre strani lampi di luce accecante squarciavano il buio.......... Mentre pensava di essere oramai morto sentì il freddo dell'acqua......... Rimase paralizzato. Qualcosa lo teneva per la coda e lo spingeva avanti e indietro. Sentì che in quel modo l'acqua entrava ed usciva dalla bocca passando per le branchie restituendogli lentamente energia........ Quando si sentì abbastanza forte provò a dare un possente colpo di coda; la cosa che lo teneva scomparve, e nuotò di nuovo libero nel suo fiume. L'uomo rimase a guardare l'acqua oramai immota tenendosi le mani come a volte fanno i bambini. E come da bambino si sentiva felice. Guardò allora il suo fiume. Al centro della corrente un pezzo di tronco scendeva verso valle. "Chissà, forse passerà sotto la seconda arcata. Uno... due..... tre....... quattro..........." |
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