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Avete mai visto un folletto? Io si. I folletti non esistono solamente nelle saghe dei paesi del nord, non ci sono solo i Troll delle foreste della Scandinavia. A volte basta guardare vicino, tra i pioppi che crescono sulle rive del grande fiume.

Sono passati tanti anni, sono cambiate tante cose, ma la memoria ha lo straordinario potere di conservare il ricordo delle persone e degli avvenimenti che, in un modo o nell'altro, hanno lasciato una traccia.

Fate conto di essere, una mattina di vent'anni fa, sulla riva del grande fiume. E' inverno, diciamo i primi giorni di Gennaio, fa freddo, molto freddo, e la nebbia sale leggera dai campi spogli.

Vi siete alzati presto, perché sapete che nel posto buono, vicino alla darsena dove si costruiscono i pontoni e le bettoline che andranno a lavorare nella laguna di Venezia, c'è posto solo per uno, e i lucci belli sono lì.

E anche lui è già lì. Non siete mai riusciti a capire come fa, vi è venuto persino il sospetto che ci dorma anche, in quel suo "barcè", la classica barca dei fiumaroli pavesi, invece di tornare a casa sua come tutti i cristiani. E anche la sua barca è come lui, con il peso degli anni che ha scrostato il colore e consumato paglioli e scalmi. Ma non importa, perché ormai il Nella e la sua sgangherata barca da tempo non si arrischiano più sulla corrente del fiume, e si accontentano di cullarsi all'ormeggio che il vecchio pescatore ha avuto la furbizia di crearsi esattamente in quella piccola morta dove i predatori si nascondono. E lui è sempre lì, con quelle sue cannacce di bambù e con dei mulinelli che solo lui sa come fanno a funzionare ancora. Vicino a lui l'immancabile bidoncino con il vivo, mai comperato, per carità, ma procurato il giorno prima con una cannettina fissa ed il pane. La sua divisa è sempre quella, pantalonacci di fustagno verde o marrone, un giaccone rimediato chissà dove, un berretto di lana calzato fin sopra le orecchie. Ma la cosa che vi fa impazzire è che, alle sei del mattino, il Nella ha già in barca, allineati vicino a lui, almeno una decina di lucci, ed il più piccolo è almeno settanta centimetri.


Accidenti, ma come fa……..

Fosse solo per educazione, salutate quel vecchio rusticone.

"Salve, Nella……"

"Mmmmhhh…"

"Allora, si prendono?"

"…..al solit……." ( come al solito..)

Tirate fuori le Marlboro, gliene offrite una, e lui, come da copione, rifiuta, estraendo un pacchetto di un trinciato fetente con il quale si arrotola una sigaretta. Dato che lo conoscete, e sapete che non è di molte parole, salutate ed andate a cercarvi un altro posto, più su o più giù nel fiume.

Sono passati tanti anni, il Nella non c'è più, sicuramente ha raggiunto il Walhalla dei pescatori, come non ci sono più tutti i grandi lucci, ormai quasi del tutto sostituiti dai siluri venuti dall'est.

Ma siete convinti, e non siete soli a crederlo, che nelle mattine nebbiose del lungo inverno padano ci sia ancora un Nella, forse fatto di spirito, con le sue canne di bambù e con il bidoncino del vivo, che attraversa brontolando i campi, fino a raggiungere la sua barca che, sarà un caso, ancora lo aspetta, semiaffondata e quasi marcita, ma ancora legata nel punto dove l'aveva legata lui, e dal quale nessuno ha avuto il coraggio di toglierla.

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