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Per me, ed anche per molti di voi ne sono certo, le fasi che precedono un'uscita di pesca sono ricche di fascino ed emozioni quasi quanto la pescata in se stessa…
Mi piace scegliere la canna che può fare al caso mio quel giorno, il mulinello giusto col filo giusto, la macchina digitale con le pile di scorta (L'ottimismo è il profumo della vita, no?), la torcia frontale, gli stracci… poi arriva il momento che preferisco: la selezione delle esche! Tiro fuori dalle mie cassettine…tutto! Prendo, mischio, accantono, ci ripenso… ogni volta cambia qualcosa. Mi affido ai "classici" che possediamo un po' tutti ed hanno sempre fatto il loro dovere, a quelle esche che ho provato alcune volte e che mi sono piaciute…ma l'ultima volta è successo un qualcosa di veramente bizzarro. Le scatoline erano ormai pronte, colme di artificiali ordinati e pronti a prestare servizio, quando il mio sguardo viene richiamato la, in fondo al mucchio degli "esclusi / rimandati alla prossima". Mi era parso di aver visto una codina muoversi… Boh? Forse è ora che la smetta di fare colazione inzuppando il croissant nel barbera! La mia attenzione era caduta su di un crank di 6cm, non di marca, un'imitazione molto ben fatta che avevo comprato per curiosità e per il prezzo abbordabile. Ma sì, in fondo uno in più non cambia nulla: "Ti porto con me, se fai il bravo". Mi prendo solo la briga di cambiare le ancorette di serie, troppo esili e spuntate, con altre più affidabili.
Si parte… Il fiume è sempre uno spettacolo, gli amici che mi attendono sono persone speciali e rare, i pesci…dove sono? Devono esserci! Gli artificiali classici mi tradiscono, accidenti ai "Best sellers" proprio quando avevo bisogno di loro…


I lanci si fanno sempre meno convinti ma ad un tratto mi ricordo di Lui: il piccolo cranck dalla colorazione sgargiante, simile a quella di un grosso e variopinto bruco tropicale, quello che mi aveva scodinzolato a casa… "Ci siamo amico, non farmi pentire della scelta se non vuoi stare al buio per molto tempo!". Lo aggancio al moschettone e…mi fa l'occhiolino!?!
E pensare che ho smesso col barbera…a meno che…uhm sarà stato il dolcetto stavolta? Ma sì, non importa, "Vai a rinfrescarti bello. Caspita!!! Non pensavo che volassi tanto lontano, bravo! E poi ti sento scodinzolare per bene! Chi ti ha insegnato a nuotare?". Al primo lancio urlo in me: "C'è!". Il pesce l'ha ingoiato quasi per intero, esce a malapena la paletta, oltretutto quello è il primo perca della mia vita. "Ottimo lavoro brucone!". Nel corso dei successivi 15/20 lanci il crank seduce altri perca ed un aspio. "Ma allora sei davvero un grande!!!". Mi appresto ad effettuare un nuovo lancio, Lo guardo sorridendo ma stavolta una goccia d'acqua gli riga il volto, quasi fosse una lacrima… mi sembra addirittura che agiti l'ancoretta di pancia come se volesse salutarmi. Basta con l'alcool, basta! Dopo qualche giro di manovella la sua corsa si arresta, stavolta non è un pesce ma un ostacolo sul fondo, probabilmente un grosso ramo che, in quel punto, offre riparo ai pesci… Prendo lo straccio per non ferirmi le dita, avvolgo attorno alla mano un paio di giri di treccia e tiro, prima lentamente, poi sempre più deciso. Così facendo ho raddrizzato tante ancorette e recuperato diverse esche, ma questa volta, ahimè, non sono stato fortunato. Probabilmente non si erano incastrate solo le ancorette ma il corpo stesso del pesciolino. Avvolgo mestamente il filo in bando, senza sentire alcuna resistenza… Lui lo sapeva già, mi aveva proprio salutato prima… Quel bruco apparentemente sgraziato e goffo, aveva compiuto la sua metamorfosi in un lampo, senza che me ne accorgessi! Come per una farfalla, la sua vita è stata breve, ma ha regalato emozioni e colori che non sbiadiranno mai dall'album dei miei ricordi.

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