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La mattina....La notte era volata in pochi istanti, alle 7 mi dovevo trovare con un Amico per un' uscita sul Ceresio.
Durante il tragitto la mente ripercorreva analoghi momenti, vagando tra le sensazioni dettate dal ricordo, l'odore del lago in autunno, la bruma al mattino e quella contrapposizione di pace ed ansia, nello stesso tempo, che ci prepara alla pesca. Lo scenario non è lo stesso ma comunque riesco a goderne a pieno per alcuni istanti prima di accendere il motore, ormai datato, della barca del mio amico Ferdinando…

Abbiamo attraversato il lago raccontando vecchie storie ormai riesumate più volte, ma si sa, noi pescatori riusciamo ad aggiungere ogni volta qualcosa di nuovo, qualcosa che rende nuovamente appetibile e curioso il nostro racconto ed il nostro narrare.
Il triste ricordo di quella volta quando giunto in prossimità di un ostacolo sommerso vidi l'imponente figura di un luccio che sicuramente passava il metro e trenta di lunghezza e lo feci scappare; per un attimo, solo il rumore del motore nel silenzio, subito raggiunto da una smorfia del mio interlocutore che faceva trasparire un misto di incredulità e un po' di beffarda ironia…

Giunti a destinazione decidiamo di "provare" un tratto di costa caratterizzato da fondali a picco e grandi insenature contornate da ramaglie e radici d'albero.

Estratte dalla borsa le esche, iniziamo speranzosi la nostra ricerca, passano dieci minuti ma di lucci nemmeno l'ombra.


Nel buio delle profondità del lago scorgo una chiazza biancastra che si estende per un 3 metri quadrati fin sotto un groviglio di alghe ed ostacoli ormai mimetizzati dal tempo, chiudo l'archetto e alla mia trazione della canna verso l'alto la sorda risposta non tarda ad arrivare, ferro con decisione ed inizia il combattimento con un bell' italiano di 4-5 kg. che dopo poche sfrizionate è pronto a farsi immortalare per la foto di rito e riacquista la libertà con un fragoroso colpo di coda.

Rinfrancati e ricaricati di nuove speranze continuiamo la nostra giornata rinnovati e felici di godere questi meravigliosi momenti di pesca.

Passano i minuti e mentre osservo i giochi di luce delle piante che si riflettono sulla superficie del lago, una leggera brezza ci comunica che è arrivato il momento di buttare l'ancora.

Il silenzio regna sovrano, tutto si ferma, il canto dei passeri è scomparso e con lui anche la brezza che ci aveva tenuto compagnia fino a quel momento, si crea un alone di magia ed in questo micro mondo, anche il perenne borbottio di Ferdinando tace………..

Mi giro di scatto ed osservo impietrito la canna del mio amico piegarsi come una pagliuzza al vento d'estate, lui ha lo sguardo fisso nell'immenso verde del lago,con la bocca spalancata, allibito e sorpreso, intravedo una sagoma d'esocide, ed il canto della frizione non lascia dubbi, è grosso!


Strappati 80 mt dal mulinello torna verso la barca, tiene il fondo, non ne vuole sapere di farsi vedere, guardo la corda che tiene l'ancora e tutte le mie paure sembrano chiare, palesi, a Mr.esox, che con una manovra da giocoliere fa un giro alla Valentino Rossi intorno alla fune, alcuni attimi di panico nei quali ci giochiamo il tutto per tutto e il trecciato si consuma sulla corda facendo un alone nell'acqua, temiamo il peggio...

Ferdinando mi passa la canna ed immergendo il braccio riesco fortunatamente a sciogliere i due giri fatti dal luccio sulla corda, cerco di passare la canna al suo proprietario ma con grande stupore e gioia mi dice:" tiralo su tu Marco………."

Colmo di riconoscenza e responsabilità per quel gesto mi esibisco in uno show alla Sampei, forzo al limite il mio antagonista, non gli do un solo secondo di tregua, consapevole di trovarmi faccia a faccia con un bel luccio, ma niente di straordinario, pensavo io.
Una mia stima superficiale lo aveva catalogato come un dieci/dodici kg, ma di lì a poco avrei dovuto fare i conti con una realtà ben diversa da quella immaginata, una di quelle realtà che ti fanno tremare le ginocchia e le mani, una certezza che ti porta il cuore in gola e incrina tutte le tue spavalderie….

Lo vedo affiorare vicino alla barca, enorme, fiero ed immensamente determinato ad avere la meglio, l'agitazione del momento ci faceva parlare una lingua strana quasi incomprensibile e per intenderci utilizzavamo gesti e monosillabi.

Qualche poderosa testata e un centinaio di sfrizionate più tardi eccolo nuovamente a portata di mano, questa volta riesco ad avvicinarlo al bordo, lo prendo per la mascella ed è in barca….

Lo guardiamo fieri e soddisfatti,colmi di gioia e riconoscenza verso questo stupendo animale, qualche scatto, non vuole rimanere in posa, il peso, la fretta di restituirlo alle profondità dalle quali era venuto, nei meandri dove regna sovrano in quegli anfratti nei quali voleva e doveva tornare………non ci permette misurazioni accurate.

Guardo Ferdinando e dico: "Non male come tua prima cattura nel Big Pike Team…", sorride felice, chiudiamo le canne e ce torniamo a casa, a bere una birra, coscienti ma svuotati per ciò che di più bello ci sia potuto capitare.

Attrezzatura impiegata:
Canna: Grezzo sperimentale Big Pike Team da morto manovrato
Montatura: Montatura artigianale BPT misura per esche da 7-13cm con ancorette Owner mis.8
Mulinello: Platinum 930 fd della Balzer
Filo: Trecciato Kevlon del 0.17
Terminale d'acciaio termo saldante da 15lb della B

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