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Io e l’amico Riccardo decidiamo di trovarci per fare la consueta pescatina infrasettimanale Ci troviamo al solito posto per tentare il luccio, la mattina si presentava assolata e fredda, scarichiamo l’attrezzatura, il motore elettrico, le canne e gli artificiali.
Una volta messa in acqua la barca, ci dirigiamo verso la zona abituale di pesca , mentre sopra di noi volava un canadaair che si stava esercitando, passando molto vicino alla barca.
Era un bello spettacolo vederlo manovrare per il carico dell’acqua.
Una volta scelta l’esca da usare, un bel rapatone, decidiamo di iniziare lungo un erbaio sommerso, dove nelle volte precedenti avevamo ricevuto molti attacchi. Iniziamo con la traina.
Riccardo ha un attacco andato a vuoto, purtroppo.... Il tempo passa e tra una risata e l’altra arrivano le 10,30.
Decidiamo di cambiare zona e sempre trainando ci dirigiamo verso la meta stabilita, un altro tratto di sponda molto più profondo. Nel frattempo una piccola pausa per un tè caldo.
Ad un certo punto sento l’artificiale appesantirsi. Ma era pieno di alghe... Fermo la barca e libero l’artificiale, decido d’istinto di finire il recupero a spinning, ma dopo aver recuperato l’esca per alcuni metri sento una botta tremenda sulla canna, alla quale sono seguite delle testate molto forti. Sul momento non mi rendo conto delle reali dimensioni del pesce perché la barca ontanto si sposta mentre recupero il pesce. Questo era dovuto anche al fatto che stavo usando la canna nuova che mi ha regalato mia moglie per Natale, una bella Shimano xh, della quale ho avuto modo di testare l’ottima potenza, e dicevo a Riccardo che non era enorme, dopo un minuto di mio monologo e di silenzio di Riccardo, una voce flebile mi dice “Ezio non è lui che viene verso di noi, siamo noi con la barca che andiamo verso di lui “ e infatti dopo questa affermazione, ho realizzato che era proprio così, girandomi verso la sponda e vedendola scorrere.
Dopo un bel tira e molla lo vediamo affiorare a pochi metri dalla barca. Io dico “Che spettacolo !!!!!”. Ha tenuto duro fino all’ultimo, con poderose testate e fughe sotto la barca fino a quando esausto è emerso vicino a me e si è lasciato afferrare senza problemi, una volta in barca ho capito bene cosa avevo preso.
La sua bellezza non aveva paragoni: Sua Maestà il luccio, si è fatto fotografare e poi con un colpo di coda si è auto rilasciato.
Giornata indimenticabile, in compagnia di un bravo pescatore come Riccardo e soprattutto ho vissuto delle emozioni intense, che auguro a tutti di provare.
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