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L'acqua di neve è lo spauracchio di qualunque trotaiolo.
Quando arriviamo sul Gailitz, l'acqua leggermente alta ed opalina non lascia dubbi. Peccato, perché il torrente è splendido… Intanto che il sottoscritto prepara la canna, i ragazzi non perdono tempo. Devo ancora fare il primo nodo e sento "C'è"" da parte di una voce a me molto familiare. E' quella di Cristiano, alias Hecht, che come al solito ha preceduto tutti. In effetti si tratta di una bellissima trota, direi intorno al chilo. Peccato che si tratti di una delle pochissime iridee del tratto di Gailitz di proprietà di Adriano Gargantini. Quattro foto e si procede.
Alberto Gargantini ed Hecht risalgono, mentre io, Maxi ed Adriano discendiamo. Non è un grosso pericolo la discesa del torrente, basta lanciare tenendosi distanti dalla riva, se un po' abbassati ancora meglio. Poi, l'acqua lattescente aiuta parecchio…
Io, tanto per cambiare, mi intrattengo con Adriano in dissertazioni senza fine a sfondo alieutico: lui è un grande conoscitore di cose di pesca ed è sempre un piacere starlo a sentire. Maxi parla di meno e prende la prima bella fario, intorno ai 35 centimetri. Beh, allora tocca proprio a me…
Notiamo delle bollate in un punto piuttosto profondo: Adriano mi spiega che c'è una schiusa in atto. Insomma, le trote sono attratte da quanto accade in superficie. Il Maxi, che ha lo zainetto con dentro le scatolette delle esche è lontano, per cui non mi resta che tentare la sorte con quello che ho in canna, un "normale" Mepps Aglia Long n. 2. Andando contro ogni regola, ma in favore del buonsenso, lo recupero completamente a galla, proprio dove ogni tanto si vede bollare. La paletta a volte non riesce a sfarfallare perché… è proprio al di fuori dell'acqua…
Ebbene, lo strike arriva puntuale! Vabbè che per me il topwater è il massimo, ma mai più mi sarei aspettato di praticarlo - e con profitto - in un torrente alpino, a caccia di fario e con tanto di acqua di neve!
Un paio di altri pesci con i pallini rossi vengono "fregati" da tale sistemino contingente e, che vi devo dire: la cosa non mi è dispiaciuta affatto!
Lo stesso Adriano, uomo non incline a facili encomi, si lascia sfuggire un "Rubert l'è semper Rubert…!"
Telefoniamo ad Albi ed Hecht: anch'essi si stanno divertendo: ma non avevamo dubbi. Decidiamo, su suggerimento del padrone di casa, di trovarci più in basso nel corso, dove c'è una dighetta.
Arrivando quatti quatti, sgraniamo gli occhi nel vedere pinneggiare alcune bellissime fario, proprio sotto la cascatella della diga.
Hecht, al solito, anticipa tutti e si trova in canna una magnifica e scura trota di oltre 40 centimetri. Ma, a turno, tutti prendiamo. A parte la "negra" di Cristiano, il Gailitz ci regala altre fario più o meno delle misura di quella, però più sbiadite nei colori e più magre. Evidentemente la negretta aveva trovato per sé un angolino dove la pappatoia non mancava…
A torta finita, dal Gailitz è uscita una quindicina di fario dai 35 ai 45 cm.. Tutto ciò a dispetto dell'acqua di neve.
Il giorno successivo si va a spasso per le acque di Adriano, il quale, in anteprima, ci porta a vedere uno splendida risorgiva avente la caratteristica di somigliare, in qualche suo punto, ad un classico chalkstream. Vi dico soltanto che in tale incantevole corso d'acqua è stato preso il record austriaco della fario: 14,5 Kg.!! Ha detto Alberto che dovrebbe riuscire a recuperarne una foto….
Pausa… di pesca in un laghetto letteralmente pieno di lucci.
Ne abbiamo visti, in un'oretta di perlustrazione, una trentina, con tanto di esemplari vicini a metro di lunghezza.
Sì, qualche lancio l'abbiamo fatto…E ne è uscito pure qualche inseguimento… Ma i lucci erano svogliati per un paio di validi motivi: il bacino si era sgelato da pochissimo ed era iniziata inequivocabilmente la frega. Sarei curioso, ma guarda un po', di riprovarci più avanti nella stagione, magari a Settembre…
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Durante le serate al nuovo albergo della Famiglia Gargantini, tutte le sere, dopo cena, si parla… di pesca. Adriano tiene banco e, con impeccabile dialetto brianzolo, mette a disposizione di tutti le esperienze acquisite in molte parti del mondo in cui è stato a pesca. Mongolia, Baikal, Canada, Austria… Ah già: ma siamo in Austria…!
Intanto che si discorre, faccio la conta delle prole e degli amici: mancano Cristiano, Alberto, Franz: già, loro sono giovani…
Rientreranno alle 6 del mattino dopo…
Il mattino di Pasquetta, prima di metterci in viaggio, due lanci nel Gailitz ci stanno, eccome se ci stanno! Altre fario da capogiro, il cui solo ricordo ci addolcisce l'amara pillola del ritorno nella caotica Italia.
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