ARTIFICIALI  ATTREZZATURA  TECNICA  FOCUS  RACCONTI  REPORTS  TEST  CATTURE  MICOLOGIA  NATURA  MUSICA  VINI E GOLOSITA'  LINKS 

NITINAT RIVER
La sfortuna e la voglia di tornare
Marco Del Sarto

“se volevi essere sicuro del risultato giocavi a golf e non andavi a pescare”…cosi’ RobertaSpin e’ riuscita a strapparmi un sorriso che e’ qualcosa in piu’, dopo la giornata di pesca sul Nitinat river nell’isola di Vancouver in Canada. Un sorriso amaro ed anche arrabbiato ma carico della voglia di continuare a provarci (magari…). Ma procediamo con ordine.

Si parte il 27 Giugno per il viaggio di nozze e dato che la destinazione e’ Canada ed Alaska come non trovare un giorno per la pesca? Convinco la allora futura moglie e organizzo una giornata come voglio io. Non un uscita a salmoni o halibut in mare da una barca full optional, magari in compagnia di americani “grassottelli”, ma un uscita “walk&wade” su un fiume vero. La guida la trovo contattando un amico di un amico della guida che l’anno scorso mi ha portato nelle rocky mountains. Quello che racconta sul sito (www.kenzies.com) corrisponde al mio desiderio, un paio di mail (ed il numero di carta di credito) e tutto e’ organizzato.

Venerdi’ 30 alle 8.15 ci incontriamo nella zona del lago Cowichan per poi scendere verso la costa ovest dell’isola di Vancouver. La strada (chiamata hiway…) e’ in realta’ una pista bianca per i taglialegna, percorrerla a 60/70km/h da i brividi ma Kenzie ci rivela che nel periodo dei king (settembre) la fa tutti i giorni, quindi cinture allacciate e godiamoci il paesaggio che ci regala anche un capriolo che attraversa la strada con fare compiaciuto.

Il fiume dove peschiamo e’ il Nitinat, la zona e quella poco a monte del lago-fiordo omonimo regno della risalita dei salmoni. Le prede che ci troveremo davanti saranno iridee (chiamarle rainbow farebbe troppo figo), cutthroat trout e steelhead estive.


“Il fiume e’ di medio-piccola portata, delle dimensioni del Magra tra Aulla e pontremoli o del Toce sotto Villadossola per capirci. L’acqua e’ cristallina ed e’ quasi pericoloso guadare in quanto si perde il senso della profondita’. E’ un sogno per me vedere queste acque, anche se la cosa mi spaventa un po’ come pescatore…io preferisco l’acqua velata.
Peschiamo sia io che mia moglie, un paio di mesi prima le avevo dato i rudimenti del lancio e lei si trova subito a suo agio. Battiamo i primi spot senza sentire una tocca ed intanto ci si adegua all’emozione che il posto ci comunica. Pescheremo tutta la giornata con mono-artificiale, un bell’ondulante stile ardito da 7cm, leggermente piu’ spesso del ns. italico e colorato arancio. Naturalmente amo singolo senza ardiglione


Battiamo un fondo raschio e la lama che si crea alla fine, io lascio RobertaSpin alla fine del raschio e scendo sondando il sottosponda opposto e quando sono una 50na di metri sotto sento un grido del tipo “oddio che faccio” e vedo la canna di Roberta piegata e lei tutta tremante per il primo pesce. Io e la guida le urliamo di tenere la canna alta e recuperare (la sua frizione era lasciata volutamente lasca) e lei subito impara e porta a riva una bella cutthroat…Marco 0, Roberta 1…e da qui’ rosico…anche perche’ 5 minuti dopo tira fuori una iridea (mignon fortunatamente) mentre io vedo solo qualche inseguimento delle sue sorelline. Siccome le dimensioni non contano: Marco 0, Roberta 2.


Scendiamo con il gommoncino a remi (soft rafting incorporato nella giornata di pesca) ed arriviamo ad un bel raschio, la guida non fa in tempo a dire “this is a good spot” che io ho saltato Roberta, lanciato ed incannato. Un paio di belle fughe ed ho ragione di un magnifico pesce, un iridea di 50cm. Peccato che la digitale, proprio ora, decida che le pile sono scariche. Non voglio far soffrire il pesce (anche se guadinato, ottima la cura con cui trattano i loro pesci qua’) e quindi lo rilascio sicuro che non sarebbe stata l’unica cattura della giornata…

Continuiamo a scendere e pescare mentre si alza un vento fastidioso ma a raffiche quando il vento cala o a seconda della posizione della riva si riesce a pescare bene. Arriviamo quindi al momento topico, una bella curva del fiume con una conseguente buca che grida “pesce pesce”.

Scendo questa volta con calma dal gommone e mi avvio gustando una bella serie di lanci ma…al primo lancio botta decisa. L’artificiale si blocca come sul pietrone, ferro e qualcosa si muove dall’altra parte. Forse un secondo, probabilmente meno ed una testata della bestia mi lascia con il filo in bando. Una sagoma rosa si allontana dalla superficie. Due parole con la guida e la conferma che si trattava dell’agognata steelhead…dalla sagoma posso dichiarare un 80cm di pesce ma forse (tanto l’ho vista solo io…) qualcosa di piu’. E’ qui’ che mi sale un incazzatura mondiale, conscio del fatto che era il pesce della giornata e forse della vita…tornero’ mai da queste parti? Inutile rimuginare, avro’ avuto la frizione troppo chiusa (era completamente chiusa) per il filo che avevo? Dovevo rifare il nodo dopo l’incaglio sulla pianta? Domande senza risposta.

Continuo a lanciare deluso ed incazzato, nervoso e stanco. Il vento si alza in maniera anomala e l’ultima parte della giornata mi regala solo altro nervoso quando slamo un bel pesce. Questa volta non l’ho visto, ma la sensazione di “pesce grosso” avuta dalla sciacquata a galla all’abboccata (quasi top water eh?) mi e’ confermata dalla guida.

Pesco l’ultima pool con l’acqua che fa onde da 50cm ed il vento in faccia, non riesco a staccarmi dal fiume e dal pensiero della sagoma rosa…

Tengo il muso lungo. In macchina Roberta mi chiede se mi sono divertito…ho rischiato il divorzio rispondendo con un “..si..” molto indeciso e sibilante…lei prima si incazza (giustamente) e poi capisce la mia delusione ed anche io so che devo superarla. Allora mi viene in aiuto: “se volevi essere sicuro del risultato giocavi a golf e non andavi a pescare”. Ha ragione Robertaspin. Questa e’ l’essenza della pesca, una sfida non con se stessi ma con la natura, un pizzico di fortuna si aggiunge al tutto ed a volte non deve essere la tua giornata. Mi consolo con la consapevolezza di potere e la voglia di tornare, una voglia di essere di piu’ sull’acqua ed un immortale amore per la pesca.

Ma passiamo alle note positive! Innanzitutto Robertaspin ormai convertita alla pesca. Per ora vuole solo posti paesaggisticamente a lei grati quindi posso sicuramente portarmela sul Piano e nei bei fiumi stile Magra, Sesia, Toce, Adda…poi capira’ che tutti i fiumi e laghi sono belli. In seconda battuta il British Columbia non e’ poi cosi’ lontano (e c’e’ una sede di un ns. cliente laggiù…magari creo un bel casino apposta per farmi mandare…). Una decina di ore di volo e qualcun’altra di traghetto e macchina e siamo in pesca anche laggiu’. La steelhead mi aspetta, notizie fresche mi dicono che non l’hanno ancora presa!

Infine, un giorno passeggiando lungo un fiume ho beccato ‘sto pescatore che mi ha detto che conosceva il boss e gli aveva comprato una canna…mi ha tenuto due ore a parlare di Fast e no-angle…


indice reports




ARTIFICIALI  ATTREZZATURA  TECNICA  FOCUS  RACCONTI  REPORTS  TEST  CATTURE  MICOLOGIA  NATURA  MUSICA  VINI E GOLOSITA'  LINKS