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Tiro alla fune
Michele Raspa

La mia Triana, col portamulinello che balla e i segni del tempo e dell'usura che affiorano,mi guarda e mi chiede pietà. Il sughero è consumato e tanta è la fatica in quel grezzo che ho maltrattato per quasi quattro anni : non mi ha mai tradito,ma lo so bene quanto sia stanco. Qualche uscita a lucci,un paio di volte al mare,ma è sulle sponde dell'Arno che è invecchiato. A tirar via siluri dalle correnti,a forzare pesci che anni fa non avrei neanche immaginato di poter prendere.
Già,i siluri.
Ancora una volta il predatore coi baffi è riuscito a stupirci per forza sprigionata,intelligenza e scaltrezza. Di nuovo ci ha fatto riflettere sulla cura maniacale che deve essere riposta in ogni dettaglio e nell'atteggiamento in pesca : mai distrarsi,mai mollare anche un attimo solo,mai eseguire un nodo in fretta,mai usare minuteria inadatta.
Ripenso a questo weekend,ai pesci che abbiamo salpato e a quelli che abbiamo perso...ci han fatto innamorare di nuovo della pesca al baffone,del tiro alla fune,noi,comodi col nostro culo in barca e quintali di esche da non dover portare sulla schiena : con i piedi sui sassi è tutta un'altra storia,e se riesci a prenderli grossi la sera gambe e braccia ti fanno un male cane,e hai il bacino segnato dalla pressione del calcio della canna.
Inizia il Baroni nella mattina di sabato scorso,al secondo lancio,con un 130 che ci fa capire subito la birra che ha in corpo : tanta come quella che vorremmo avere noi,profughi assetati sulle sponde battute da un sole novembrino che ha velleità quasi estive. La nuova Balzer del socio risponde bene,e ha dimostrato pure di avere fluido.


Dopo una bellissima lotta,il gatto incazzato viene a farsi prendere per la bocca dal sottoscritto e a posare per le foto.


Calma apparente,almeno per un pò. Mi stacco per perlustrare un'altra zona,ma quando gli argini si affollano di pescatori e curiosi,e il cielo di nuvole color piombo,decido di rientrare alla base,spalla a spalla col Baroni. Al primo lancio dopo il rientro,mentre scherzo spensierato col socio,mi arriva una bastonata tremenda che piega la canna e il mio busto verso l'acqua : non me l'aspettavo,ma lo ferro bene. Uno dei combattimenti più difficili della mia vita di pescatore,tante emozioni racchiuse in quei 160 centimetri di prepotenza che riesco a vincere a fatica.


La guantata del socio è sicura e tempestiva,tra gli sguardi di una mezza folla di persone


Ha mangiato profondo,e mi chiedo quanto avrebbe tirato in più se non avesse un ST66 del 2/0 piantata nella gola. Non smetterò mai di amare questo pesce,forse sarà per le grandi soddisfazioni e per le grandi delusioni che mi ha regalato in questi anni.


Le nuvole ci proteggono dalla calura,mentre un'altra stangata arriva sulla Balzer del Baroni. Il combattimento dura poco,purtroppo...il nodo ha ceduto,forse complice la fretta di esecuzione dopo un incaglio. Delusione,bestemmie e sacriddio, per aver lasciato in bocca all'animale un artificiale armato non poco...ma anche per aver perso una delle poche esche sulle quali stanno mangiando convinti. Ah già, perché ancora non l'ho d
etto : una sola esca e un ben definito colore,vogliono i bastardi. Altro non guardano. Alla faccia di chi dice che per prenderli basti un artificiale qualsiasi. Riprendo anch'io a lanciare : in una frazione di secondo sento lo spostamento d'acqua vicino all'esca,il brivido sulla schiena e ancora una gran botta in canna. Rispondo piantando una delle ferrate più potenti che abbia mai dato. Prima si fa quasi trascinare di peso,poi,arrivato a metà strada, esplode in tutta la sua forza,che è minore del gatto precedente. Strano, perché a sensazione sembrerebbe più grosso...e lo è,ma quando arriva vicino mi accorgo del perché : perde sangue,e ne perde tanto. Una volta salpato,ho dovuto operare non poco per slamarlo.


170 centimetri,e foto fatte col cellulare per via della fotocamera scarica.


Fortunatamente riparte senza problemi.
Rilancio subito dichiarando spavaldo un'altra cattura...me lo sento,e puntualmente avviene. Al primo lancio. Il Baroni vorrebbe buttarmi in acqua,ma non lo fa solo perché a pochi metri da riva il gatto mi si slama : poco male,dalla difesa non era al pari dei precedenti.
Serve una sigaretta per scontornare la fatica nelle braccia e il vuoto che hai in testa quando sei felice. Ma posando lo sguardo sull'acqua del tuo fiume vedi la canna piegata di un altro lanciatore che ha bisogno del tuo aiuto, perché si sta facendo portare a spasso da un signor pesce.
Corro,e dopo avergli salpato un bel 165, vedo il mio socio di lontano. Anche lui con la canna in tiro. Rimetto in moto le gambe,e arrivo giusto in tempo per vederglielo perdere,il filo è saltato...e la canna era la mia (lui aveva rotto su un incaglio e visto che ero impegnato in un salpaggio ha usato la mia già pronta).Ancora non so se dopo l'ultimo combattimento il nodo ha ceduto,o la treccia si era segnata da qualche parte...tanta delusione e amarezza,e un monito a non lasciare mai niente al caso.
Ce ne andiamo comunque contenti,già con la bava alla bocca per il giorno seguente.
Purtroppo i bei momenti non sono eterni,e la domenica parte malaccio anzichenò. Sembra tutto fermo,nello spot del giorno prima : solo un sussulto sulla canna del socio,che dopo poco salpa una vecchia amica che non si faceva vedere da tempo :


Decidiamo quindi di impegnarci nella perlustrazione.
Arriviamo in un posto "vergine" : i siluri non sono pressati,ne abbiamo la quasi matematica certezza,che ci viene confermata praticamente subito.
Primo lancio,inseguimento con gorgo a galla sottoriva per il Baroni,e a esca quasi ferma decide di darci,ma non ci rimane.
Terzo lancio e stavolta morde per bene,ma nonostante tutto sia perfetto,accade quello che molte volte succede : il siluro prende il fondo e se tra te e lui c'è uno scalino di roccia la treccia salta. Anche se hai un finale abbastanza lungo. Il Baroni s'incazza,io freno l'ironia perché mi rendo conto che non ha per niente voglia di ridere : in effetti non era piccolo...
Al mio terzo lancio vedo una scia dietro l'artificiale ed un altro gorgo a 3 metri da riva. Una bella mole di acqua smossa,ma neanche questo mangia convinto. Anzi,quasi non morde proprio. Tutti e tre con lo stesso artificiale,e solo su quello.
Dopodiciò, più niente....vuoto assoluto,come se quei 3 episodi li avessero avvertiti di qualcosa di anomalo. Stiamo pescando in un tratto tappezzato di siluri,ne abbiamo la sicurezza,ma non sortiamo effetti se non dopo un pausa prolungata per far riposare lo spot : un altro inseguimento e un'altra spizzicata sull'esca,poi veramente più nulla,anche dopo altre pause.
Quando sento dire che è un pesce stupido,che non si abitua agli artificiali,che non è selettivo,addirittura che non tiri,una volta incannato,mi viene quasi da sorridere.
Non so se chi afferma ciò lo faccia per snobismo di bassa lega o per completa ignoranza in materia. Sinceramente m'importa anche poco.
A queste persone,però,posso solo suggerire una cosa : andate a pescarlo,poi ne riparleremo.


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