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Mi arriva un invito da parte del Presidente dello Spinning Club Italia Sez. di Lodi, nonché collaboratore della rivista "Il Pescatore d'Acqua Dolce", Mario Narducci.
Si tratterebbe di andare sul Po dalle parti di Cremona a cheppie, pesci che non becco da una ventina d'anni. E come dire di no…
Partiamo da Pavia in 4: io, Hecht, Maxi e Fioccalone. Ci troviamo a Lodi dove, con alcuni soci dello S.C.I., ci aspettano anche Renzo Della Valle, il grande fotografo Gianfranco Giudice ed il buon Railin, che per l'occasione , per limitare le rotture del traffico, è venuto in moto.
Mario ed il Renzone nazionale ci prestano alcuni ondulantini (Ardito) e… via sul sabbione.



Per l'occasione mi sono portato un prototipo "da battaglia", sui tre metri di lunghezza, anche perché Mario ci aveva avvisato della presenza di siluroni proprio nella zona scelta per la battuta.
Il recupero in uso è piuttosto insolito: si tratta di far viaggiare l'artificiale speditamente più o meno quanto una littorina, un po' come si fa al mare con i serra. Ferrata ovviamente al fulmicotone, recupero del pesce il più veloce possibile e… anche tutto questo non basta! La percentuale degli attacchi andati a vuoto e degli sganci è altissima. Io opterei per un amo singolo. Infatti, l'ondulante denominato "Cheppia" dal produttore Pozzi & Canegrati, è costruito su di un grosso amo singolo con conseguente ardiglione di una certa misura. L'unico problema è il peso molto ridotto, per la qual ragione occorre una piombatura supplementare mezzo metro a monte. Proveremo l'anno venturo…
Al proposito Mario ci ha raccontato che, in mancanza di acque alte che favoriscano il ritorno al mare delle nostre, c'è il caso che qualche esemplare divenga reperibile anche più avanti nella stagione. L'anno scorso, infatti, ne ha cuccato qualcuno anche a Settembre! Precisando che, nell'occasione, i pesci gradivano pure i comuni minnows.



Hecht, Maxi e Fioccalone non avevano mai preso cheppie… Ed ovviamente ci hanno dato dentro di brutto: pur fra una madonna e l'altra per le stangate che si sentivano e gli attacchi che si vedevano in diretta nonché… per gli innumerevoli sganci….
La canna va tenuta bassa, ma il recupero deve risultare velocissimo, poiché soltanto gli smanovellamenti supersonici fruttano davvero. Io, tanto per cambiare, ho apportato una piccola modifica ( e te pareva…): i primi metri a canna alta per mantenere in superficie l'ondulantino e, man mano che quello si avvicina alla riva, canna sempre più bassa. Sembra che le cheppie gradiscano.
Renzo e Mario erano lontani da noi ed ecco perché non li vedete. Anzi no, verso le dieci e mezzo, quando si decide di andare finalmente a mettere qualcosa sotto i denti, riesco a fare una foto a Mario, a Renzo ed a Fabrizio Dallera, dello S.C.I. di Lodi, ottimo aucostruttore di crankettoni da marmorate (qualche volta ci faremo spiegare come se li costruisce).
Serata piacevolissima, con mulinelli sotto pressione e tendini del braccio destro un po' contratti…



Grazie Mario e grazie amici dello S.C.I. di Lodi. Ricambieremo con moneta pregiata (vedi perconi invernali…)


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