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Cuba è un sogno Stefano Schinelli
Lo fu per Cristoforo Colombo, il quale la vide e restò magicamente ipnotizzato. “Nessun occhio umano ha mai visto terra più bella di questa”. Queste furono le sue prime parole alla vista di questa magica isola.
Lo fu per i grandi navigatori, conquistadores ed esploratori di ogni tempo, nei cinquecento anni successivi. E lo è ancora oggi, quando sbarchi qui con mille speranze e mille immagini della fantasia in tasca: un sogno che supera ogni aspettativa. Un sogno d’amore e di libertà. D’amore perché i sentimenti corrono liberi come il vento. E di libertà perché solo questa terra consente di ritrovare se stessi, di riprendere possesso del proprio io, bombardato dai mille condizionamenti delle città frenetiche in cui …sopravviviamo. Insomma, questo è un mondo che va al di là della realtà delle cose, che va oltre ogni illusione. In fondo Cuba è la materializzazione di quel sogno di cui tutti abbiamo bisogno per vivere: l’isola che non c’è, il punto di fuga che è parte stessa dell’anima. E come tale va vissuto.
Descrivere dunque Cuba è come descrivere i paesaggi dell’anima. E ci sono cose che non si possono sintetizzare in parole, perché vanno semplicemente viste e amate.
Sensazioni così profonde che non si possono narrare. Qui si mastica il vento profumato di mare, ci si gode il sole e le immense distese di sabbia bianca e fine come il borotalco, cosparse di conchiglie dalle forme più strane e la notte poi….aaah le notti cubane….quando il sole comincia a calare, tutto si trasforma, da ogni parte arriva la dolce musica cubana, romantiche salse o sfrenate merengue, se poi si è in dolce compagnia, si assapora la vera magia del caribe…basta stare accoccolati, l’un vicino all’altra…chiudere gli occhi e respirare profondamente la polvere che le stelle lasciano cadere ogni notte in quest’isola magica…..
Tutto questo è il patrimonio che resta gelosamente nel cuore e nell’anima di chi ha speso una vacanza qui….
Lo so che non c’entra niente con la pesca e spero di non avervi annoiato con questa piccola introduzione, ma ci voleva! Dovevo cercare di far capire, almeno quel “poco poco” di cosa possa essere Cuba! Mi auguro sia stata di vostro gradimento così come il reportino che umilmente cercherò di scrivere…
Per ovvi motivi di spazio cercherò di esser il più sintetico possibile…
Allora da dove partiamo? Direi dal mare che ne dite. Questo è un “rifugio” marino dove tra una cerveza e l’altra si può recuperare un po’ di relax… ti vedrei bene li, Ray; una bella tavolata te, il Boss e Corallone: langosta, camarones, pulpo, papa fria ,tostones e per finire un buon rhumetto…..buena vida!
Se poi arriva un poco de calor…un tuffo nella pissina… natural.
“Estebannnnn” ma chi urla così? È il mio amico Delvis, un bandolero marinero: “ quando sei arrivato?” mi pregunta... ops… mi domanda: “ieri sera a notte fonda” gli rispondo “ bene domani se va para donde loco?” “ ma como..para donde cogno…vamos col barco, a pescare, a buscar pescado” Ho ancora la botta del fuso e so che domani non l’avrò ancora smaltita ma non si può e non si deve rifiutare un’ offerta del genere anche perché a Cuba domani si può…dopo…chissà!! “ bien entonces magnana”.
(non trovo la gn espagnola in questa tastiera!)
Si parte, una barca da favola ci aspetta, siamo solo noi e l’equipaggio, mi sento un po’ il Briatore di turno; sono sul panfilo oooohh... Ci dirigiamo prima sulla barriera corallina... spettacolo, ci tuffiamo e guardate che cosa riusciamo a raccogliere…
Incredibili, sono enooooooormiiii…
foto di rito e le ributtiamo velocemente nel loro ambiente naturale…
Si va un po’ più al largo, fuori le canne...
Facciamola breve: SBABAMMMMMM….frrrrriiiii friiiiiiii la frizione comincia a piangere…
Che ho attaccato!! Venti minuti o forse un po’ di più…
Pensavo fosse più grossa, sarà stata 6 o 7 kg ma era indiavolatissima……..
Trattasi di Cubera, la regina dei fondali Cubani.
A dentatura assomiglia un po’ ai nostri lucioperca… o no?
Probabilmente mi ha portato fortuna la maglietta che indossavo....
la mitica maglietta della
CIARZ INGERMAN CORPORATION
Beh inutile dirvi che fine ha fatto il succulento pescetto, anche perchè: o mangi quello o salti la … finestro... mi sa che ho sbagliato rima....
Buonissima… con quel sughetto poi. Una cena fantastica….
Un buon sigaro, ci gustiamo il tramonto, salutiamo Delvis e torniamo sazi al nostro rifugio…
GIORNATA INDIMENTICABILE, come tutte le altre del resto...
La sera ci si annoia un po’ e quindi si decide di uscire per bere un mojitino in compagnia di alcune modelle, a Cuba è quasi una moda (bel gioco di parole) fare sfilate...
Beh io non mi tiro indietro di sicuro... se c’è da sfilare……sfiliamo.
Avrei tante cose da raccontare, ma prima devo trovare il tempo, poi la voglia di scrivere, poi…poi… facciamo così perché la prossima volta non vi aggregate….. Hecht e Fioccalone, programmiamo?
Ah mi sono dimenticato di dirvi che:
CIAONéééééé
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