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| Sono appena finiti i momenti d'oro del black, stanno finendo (per forza di regolamenti) anche quelli della trota in parecchi ambienti ma, come sappiamo, ci stiamo avviando verso momenti topici per la ricerca del luccio, che secondo me rimane ancora, nonostante la sua rarefazione in molte zone, l'indiscusso re delle acque dolci. Ma, tra i mesi imperdibili che stiamo per affrontare, occorre fare una netta distinzione. Anche se si tratta di un argomento forse già discusso, vale sicuramente la pena di approfondirlo, vista la posta in gioco, che potrebbe essere notevole. La prima teoria da sfatare (e molti l'hanno già fatto con ottimi risultati), è quella del "più fa freddo e meglio è". I periodi migliori sono invece quelli precedenti il gran freddo, quelli tipicamente autunnali, soprattutto per la frequenza degli attacchi. Ma si sa, nella quantità potrebbe arrivare il bestione tanto atteso. La maggior propensione all'attacco, che di norma raggiunge il culmine nei mesi di Ottobre e Novembre, ed anche Dicembre se le condizioni climatiche vanno per il verso giusto, dipende da diversi fattori, dei quali elenco i principali: |
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- La temperatura dell'acqua, ad un livello "transitorio", non più estivo e nemmeno eccessivamente freddo; - Il probabile ricambio idrico, inteso sottoforma di piene autunnali. Finite queste piene spesso arriva "il massimo" della pesca all'esocide; - Il marcato aumento di attività del luccio, dato oltre che dagli altri fattori elencati, dal suo "DNA", dall'aggressività (e sottolineo la parola aggressività) che dovrà poi reprimere, per limitarsi a predare per fame (e sottolineo la parola fame) quando potrà, nel pieno del freddo. - Le condizioni meteo spesso favorevoli, con probabili sbalzi (leggi abbassamenti) di pressione tipici del periodo. Di contro, la minor propensione all'attacco durante il gran freddo (da noi di solito in Gennaio) è dovuta principalmente ai seguenti motivi: - La temperatura dell'acqua troppo bassa. |
| Non a caso basta a volte un aumento di un solo grado negli orari centrali della giornata per farlo "uscire" dalla tana o dal fondale. Meglio comunque affidarsi ai periodi perturbati, perché l'acqua in qualche ora si può riscaldare debolmente soltanto in determinati ambienti; - La mancanza quasi totale in lui di stimoli diversi da quello della fame. - Le condizioni meteo spesso sfavorevoli, con alta pressione stabile, gran freddo, magari vento e nessuno accenno a cambiamenti repentini, a volte per lunghi periodi. Da tutto ciò avrete intuito come è meglio comportarci in queste due "fasi" totalmente diverse fra di loro, e di come diversi saranno gli artificiali da usare ed il modo di recuperarli. Vediamo meglio i principali casi: 1° FASE (dall'autunno al gran freddo): Rotanti e, meglio ancora, rotanti tandem. La prima regola, a volte ancora non osservata per "timore", è di usarne di generose dimensioni. Qualche esempio: Martin 20 e 28 gr., Martin tandem con palette 15-20 ed anche 20-28, Mepps Aglia n. 5, o comunque esche con lunghezza totale della paletta di almeno 6 cm., nel caso dei rotanti singoli, ed un po' di più, fino a superare abbondantemente la soglia dei 10 cm., nel caso dei tandem. Non abbiate paura, visto che il luccio proprio non ne ha. Il loro recupero può essere condotto anche non proprio a contatto con il fondo e nemmeno il più lento possibile, ma comunque mai freneticamente e (questa è sempre una buona norma) sempre in modo piuttosto irregolare, per esaltare ogni proprietà che un rotante debitamente usato possiede. |
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| 2° FASE: Qui il discorso cambia completamente, e gli attacchi possono calare anche sensibilmente. Insistendo coi rotanti, a meno di trovare periodi miti, si rischia di non vedere un luccio anche per mesi. L'esca migliore, durante il vero freddo, è un minnow di buone dimensioni (consiglierei dagli 11-12 ai 18 cm. circa) manovrato lentamente, in prossimità del fondo, ma soprattutto senza particolari "virtuosismi". Spesso in questi frangenti il luccio si muove solo se il gioco vale la candela, e non lo fa con la "cattiveria" dell'estate. Consiglio sempre l'utilizzo di un cavetto o di un finale appropriato, ancor più in questo periodo, dove il luccio attacca essenzialmente per fame, facendo sparire, a volte completamente, il grosso minnow nelle sue fauci. Visto che il periodo in sé non regala molti attacchi, ma potrebbe regalare qualche "gigante", sarebbe sciocco perderlo per questi motivi. La pesca al luccio nei due periodi descritti sa regalare sensazioni, ed a volte catture uniche. Provateci e, se volete, fatemi sapere. |
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