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Gennaio non è proprio il mese dei risvegli, ma sicuramente conoscere in anticipo le strategie per i mesi a venire (facendo tesoro delle esperienze passate) ci può far partire con una marcia in più, e senz'altro meno impreparati. Oltretutto, di questo periodo, non è raro dover fare i conti con delle "pause forzate". La pesca alla trota in svariati ambienti è chiusa, le condizioni climatiche, specie se con gelo, alta pressione e vento non sono certo il massimo, e persino il luccio può "attivarsi" veramente poco. Niente di meglio allora che attivare il nostro cervello preparando mentalmente una strategia alla grande non appena, appunto, i timidi risvegli della natura, e con essa di parecchie specie ittiche, troveranno un riscontro. Ecco che cosa farei e consiglierei riguardo a questo discorso:
- Compiere qualche "giretto preventivo" nei luoghi che abbiamo lasciato mesi addietro è molto importante, sia per capire meglio quando è il momento di mettersi all'opera, che per cercare di farlo per primi, che infine per osservare se eventualmente è cambiato qualcosa (fondali, correnti, giri d'acqua e quanto altro). Non dimenticate di portarvi l'occorrente durante questi giretti, non si sa mai . . .


- Memorizzate, o meglio ancora scrivete da qualche parte, l'andamento delle stagioni precedenti. Quando e soprattutto perché secondo voi, la vostra e l'altrui esperienza, avete catturato, com'era l'acqua (temperatura, velocità, profondità, grado di limpidezza, ecc.) le condizioni meteo (clima, temperatura, umidità, ecc., ma soprattutto pressione), le postazioni dei vostri "strike", gli orari e le fasi lunari, tanto per dirvi i principali fattori. Tutto ciò è molto importante, e ad ogni annata non mancherà di farvi scoprire qualcosa di nuovo.
- Cercate, in senso buono ed amichevole, di "rubare il mestiere" ad altri pescatori che ritenete validi, soprattutto riguardo ai luoghi ed ai momenti migliori. Infatti, per quanto un pescatore possa essere bravo, buona parte dei suoi successi dipendono inequivocabilmente dall'ottima conoscenza dei luoghi che è solito frequentare e dei momenti in cui li frequenta.
- Non dimenticate di tenere sempre in ordine la vostra attrezzatura. Specie in questo periodo, avendo un poco di tempo in più, una manutenzione anche "straordinaria" non può che giovare. La cattura o meno di un pesce, passa da quest'ultimo alle vostre mani attraverso tanti anelli di una catena, e purtroppo basta che se ne rompa uno solo. Difficilmente lo romperà un luccio di un chilo, al quale daremo un'importanza direttamente proporzionale al suo peso, e facilmente lo romperà quello di dieci chili ed allora sarà il nostro fegato ad aumentare di volume in modo direttamente proporzionale al peso del luccio scappato. Un pesce piccolo poi si può ripresentare facilmente, uno grande no.
Vediamo ora brevemente come si comportano alcune specie di predatori all'avvicinarsi dei primi "risvegli" della natura, o comunque verso la fine dei rigori invernali.
LUCCIO: Dai punti profondi e più "calmi" dove potevamo trovarlo in pieno inverno, il luccio si sposta verso le foci di eventuali immissari, risalendo anche per lunghi tratti, fino ad arrivare ai luoghi dove (si spera) si riprodurrà.
Nel fiume vero e proprio si porta sovente nelle anse, anche poco profonde, specie quando l'istinto riproduttivo si fa imminente.

BLACK BASS: I primi "veri" tepori primaverili che lo fanno uscire allo scoperto sono da non perdere. Potremmo trovare i black più belli e meno diffidenti di tutta la stagione. Sono da preferire, nei primi tentativi, gli angolini delle lanche poco profondi, specie negli orari centrali della giornata, in quanto l'acqua, in detti posti, si riscalda più facilmente.
CAVEDANO: Sempre negli orari centrali, possiamo cominciare ad abbandonare una pesca piuttosto in profondità per dedicarci a qualche correntina od a qualche "fine buca" (od inizio raschio, se preferite) dove potremmo trovarli in branco per istinti legati alla predazione.
LUCIOPERCA: Dopo i recuperi "che più lento non si può", utili per schiodare il percone di taglia dal fondo, l'avanzare della stagione primaverile può suggerirci recuperi quasi da pesce "normale", nonostante il discorso vada affrontato con calma, di pari passo con l'innalzarsi della temperatura dell'acqua.
Per concludere, vorrei sottolineare l'importanza di questi ragionamenti e di queste "strategie", che ci consentono di viaggiare sempre con il cervello "avanti", per affrontare al meglio, e con un tangibile vantaggio, le situazioni di domani. Scusate il gioco di parole, ma: oggi è già qui, pensiamo a domani guardando com'era ieri.

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