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Anche se si tratta di un binomio che, così sembrerebbe, trova riscontro anno dopo anno in un maggior numero di “adepti”, secondo me sono ancora troppi gli spinningofili che insidiano il nostro esocide con artificiali di misura troppo ridotta. Io penso che nella maggioranza dei casi ciò non dipende tanto dalla non conoscenza delle effettive possibilità di un’esca un po’ “grandicella”, quanto dalla paura vera e propria di passare a misure “large”. Perché paura? So rispondere a questa domanda, perché ci sono passato anch’io, agli inizi della mia “febbre spinningofila”. Paura perché con gli altri pesci (autoctoni) si sono quasi sempre usati artificiali di tre centimetri (troppo poco anche per loro), perché qualche lucciotto lo abbiamo catturato anche con questi, ma soprattutto perché al primo contatto (purtroppo solo visivo) non ci appagano l’occhio, ed ammesso di trovare il coraggio di usarli, se non si cattura dopo tre lanci si ritorna al rotantino od al rapalino da cavedani. Ciò può essere normale alle prime esperienze (che abbi anch’io), ma quando in breve trovai il “coraggio” di passare ad un Martin 20 gr. (il minimo accettabile per un luccio con la elle maiuscola), un nuovo universo mi si spalancò davanti.


Non abbiate quindi paura, se non l’avete già fatto, nel salire un po’ con le dimensioni dei vostri artificiali, perché il luccio proprio non ne ha. Inoltre, non dobbiamo pensare di interessare solamente soggetti “maxi”, in quanto lucciotti da mezzo chilo hanno attaccato senza indugi grossi tandem e minnows da 15 cm ed oltre, ma semplicemente di fare maggior leva sugli istinti degli esemplari che si rispettano, che sono poi quelli che maggiormente ci interessano. Vediamo quindi una serie di consigli in proposito, ed anche, visto che ci siamo, riguardo alla pesca di questo magnifico pesce nel periodo autunno-invernale.
- Il primo errore da evitare è quello di confondere le dimensioni con il peso. Il pesce non pesa gli artificiali, ma ne vede e/o percepisce invece benissimo le dimensioni. Nel cercare quindi, ad esempio, un rotante adeguato, non dobbiamo dire: compro questo da 30 gr. invece dell’altro da 25 gr., perché i due artificiali potrebbero avere eguali dimensioni. Molto meglio dire: compro questo da 7 cm. invece che l’altro da 5 cm.
- Esaurito il discorso dimensioni captate dal pesce (ed avendole scelte adeguatamente), è chiaro invece che il peso può interessare a noi, a seconda delle esigenze di pesca; profondità, corrente, eccetera, ma soprattutto, ricordo, tipo di lavoro in acqua, per poter esaltare ogni proprietà di ogni tipo di recupero.
- Qualche esempio riguardo ai rotanti potrebbe essere: Martin 20 gr. Martin Tandem 15-20 gr. e Martin Tandem 20-28 gr., od altri che si equivalgano nelle misure, purché il lavoro in acqua sia sempre ottimo.


- Tra i minnows e le varie categorie di artificiali a forma di pesce, io starei dai 10 cm. in su, dando comunque la preferenza a lunghezze sui 13-15 cm. Occorre ricordare poi che la lunghezza non è il solo elemento da tener presente, ma tutte tre le dimensioni di questi artificiali concorrono a creare un dato volume (pensate alla differenza tra un Rapala Original da 13 cm, ed un Super Shad Rap da 14 cm). In ogni caso, torno a ripetere, non abbiate paura e non fatevi eccessivi scrupoli sulle dimensioni. Per finire, qualche consiglio per il luccio nel periodo autunno-invernale:
- Di norma nel primo autunno, ed anche più avanti fino alle prime brinate od ai primi veri freddi, è da preferirsi il cucchiaino rotante, e successivamente, di gran lunga, i minnows o comunque artificiali a forma di pesce, recuperati lentamente in prossimità del fondo.
- Non dimenticatevi di provarci, appena le acque lo permettono, dopo qualche piena.
- Sfruttate le opportunità che offrono i cambiamenti meteo, ed in particolare gli abbassamenti di pressione.

Grande esca, grande luccio, quindi. Non è sicuramente l’unica ricetta, ma ci vogliono pazienza, dedizione ed amore per “mister esox”. Prima o poi tutto ciò potrebbe però ripagarci con il pesce della nostra vita.

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