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RAGIONA OGGI, CATTURA DOMANI
Roberto Granata
ransca@libero.it

La stagione fredda, pur non fermando affatto gli spinnigofili accaniti, ed anzi, regalando loro ottime sorprese anche e soprattutto in termini di taglia, costringe comunque a tratti a pause più o meno lunghe. Si pensi alla fase di “stallo” del black, alle eventuali piene che, seppure sempre meno frequenti, costringono ad una momentanea inattività in parecchi ambienti (ripagata poi con gli interessi, ma questo è un altro discorso), alle minori ore di luce disponibili e così via. Spesso si sfruttano queste piccole “pause” per riordinare l’attrezzatura o per fare acquisti. Io vorrei consigliarvi di sfruttarle anche per “prepararvi mentalmente” per le occasioni future, ed in particolare per quei periodi dove avremo meno tempo per farlo. E quale modo migliore per farlo se non ripensare agli errori, o meglio alle leggerezze, commessi nella passata stagione, al fine di limitarli in futuro? Via allora con una serie di domande e considerazioni “a raffica”.


AVVICINAMENTO ED OSSERVAZIONE
- Quando arriverò in quell’angolo dove c’è un grosso black a galla, mi fermerò più indietro ad osservare senza essere visto? Mi avvicinerò cercando di non farmi notare né percepire, senza rumori sospetti e dal punto giusto? Non dimenticherò gli occhiali polarizzanti? Aspetterò finchè serve prima di lanciare?
- Se pescherò nell’invaso di quella briglia dalle acque chiarissime, mi ricorderò di non arrivare, come lo scorso anno, con un bel giaccone arancione fluorescente?
- Ovunque pescherò, osserverò almeno un attimo il da farsi non appena arrivato, invece di lanciare immediatamente ed alla cieca?

IL LANCIO
- Non importa in che modo lanci. L’importante è il risultato prodotto dal tuo lancio. Se questo è buono, lo saranno anche le (importantissime) azioni successive.
- Ricorda che in diverse occasioni il primo lancio è fondamentale. Nelle suddette occasioni, sbagliato quello, se sei fortunato cambi posto. Se sei sfortunato vai a casa.
- Non farti prendere dalla smania del lancio lungo a tutti i costi. Magari sei soddisfatto del tuo bel lancio a 70 metri, ma il pesce potrebbe essere sotto ai tuoi piedi.


IL RECUPERO
- Sto recuperando alla giusta velocità e non con un recupero da cheppie in un posto da lucci?
- Sto seguendo (con la mano e col pensiero) quello che sta facendo l’artificiale? Sto recuperando a quella che immagino sia la giusta profondità? Sto sfruttando tutte le peculiarità dell’artificiale che ho montato? E soprattutto, ho montato l’artificiale “adatto”?

LA FERRATA
- Anzitutto, ferro? (Parlo per esperienze passate).
- Ho la “mano” (e l’attrezzatura) adatta a ferrare le varie specie di pesci? Sono concentrato o sto pensando alla morosa? (Parlo di nuovo per esperienze passate).


IL RECUPERO DELLA PREDA
- Non tenere mai la frizione “inchiodata”, soprattutto con pesci di taglia ed ancor più col luccio. Le sue ripartenze “in extremis” hanno rotto parecchie lenze ed anche qualche canna.
- Se prevedi di pescare stando a tre metri di altezza, portati un “antiestetico” guadino.

Questa dovrebbe essere “la voce della nostra coscienza”, e non di certo la mia. Ma la verità rimane tale, qualunque bocca la pronunci.

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