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| TROTE DI LAGO |
A volte cerco di capire che tipo sia il pescatore di queste regine. Non colui che dedica poche sessioni, ma chi è votato anima e core alla sfuggente predatrice.
Il dubbio si dibatte fra stoico o passionale. Credo entrambi.
Le due parti si fondono per sopportare le intemperie, le delusioni, i cappotti e il dover continuare la ricerca... fino alle foto di rito.
Si tratta un pesce a cui applicare regole è sempre difficile... Non impossibile, ma di certo è necessaria memoria, fantasia e molte uscite con condizioni anche estreme.
Spesso un conoscente non pescatore che abiti sulle rive del lago facilita...
Di certo le prenderemo con il vento, senza vento, con pioggia, neve e in giornate assolate ed immote.
Ma le delusioni avvengono nelle stesse condizioni e quindi ogni uscita è d'obbligo.
Altro filtro, se non bastassero quelli sopra, dobbiamo metterlo noi.
Negli ultimi anni si è vista un buona ripresa delle taglie piccole... 30/35 cm ad esempio, se cerchiamo trote di lago e non trotelle, le nostre esche dovranno variare dai 9 agli 11 centimetri in caso di pesciolino finto e almeno 15/20 grammi per gli ondulanti.
Anche taglie molto maggiori sono ben appetite, ma dati i bassi livelli dei nostri laghi non insisterei con esche giganti, non ora.
Ben inteso faremo selezione ma anche foto molto migliori... si prestano meglio sopra il kilo.
Se poi, come il sottoscritto, le rilasciamo tutte, non avremo il patema se ha ingoiato o no.
Inoltre una trota da 55/60 cm mal si presta ad ancorette del 10 e nylon dello 0,20.
Non che l'attrezzatura citata non vada bene, tuttavia non sempre siamo su spiagge. Se capita sotto un pontile o fra barche ormeggiate?? Le catture sono poche, pretendiamo di scegliere anche dove avverranno?
Rifacciamo spesso i nodi e controlliamo almeno l'ultimo metro di filo, pena la perdita dell'esca o peggio del pesce; in luoghi aperti i lanci si sprecano e l'usura arriva di sorpresa.
Una solida base almeno per il nostro comportamento sulle sponde;
stiamo sempre ad almeno 3 metri dall'acqua, spesso seguono fino ai piedi e mordono all'ultimo.
Mimetismo, concentrazione e colpo d'occhio ci faranno catturare i pesci delle acque "basse". Quelli più difficili, quelli più belli... e quelli che pochi pigliano.
Mi sento spesso chiedere come localizzare le trote. La cacciata non è d'obbligo. Anzi se aspettassimo quella per intere giornate staremmo al palo.
Dobbiamo avere fiducia nel posto che battiamo ed al limite essere buoni osservatori.
Se caccia i pesciolini, non buttiamo la nostra esca sopra ma a qualche metro e filiamo via veloci in modo da istigare gli istinti del predatore. La distanza sarà coperta in un secondo data la velocità della cliente. E' una trota che si avvicina per curiosare qualsiasi cosa tocchi l'acqua.
Altrimenti peschiamo tranquilli. A volte una pinna che fende la superficie, una bollata, un pesce che al largo nuota con la schiena fuori saranno avvisaglie di imminente battaglia. Ma non devono essere attese.
Quasi sempre saremo noi, il lago e la voglia di vedere l'acqua gonfiarsi dietro la nostra esca.
Queste sono le mie idee... come sempre opinabili.
Giovanni
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