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Quando si arriva ai bordi di un torrente e si nota che i prati, più che verdi, sono alquanto violetti, occorre stare sul chi vive. La presenza del crocus, il bellissimo fiore che ha anche il pregio di regalarci lo zafferano (che si ottiene dalla lavorazione dei suoi pistilli), ci annuncia che la neve si è sciolta da poco e, di conseguenza, esiste il pericolo di imbattersi nella famigerata e temuta acqua di neve.
Certo, si potrebbe tornare da dove si è venuti. Visto che però quando si va in montagna si percorrono tanti chilometri, un tentativo è d'uopo giocarselo.
Gli artificiali comuni, spinner e minnow, non rendono al massimo delle loro potenzialità. Se si è fanatici dei rotanti, non resta che attendere l'arrivo delle nubi le quali, ponendo provvisoriamente fine allo scioglimento delle nevi, regalano qualche speranzuccia. Un po' meglio va per il minnow o per il mini-crank, soprattutto se appartenenti alla schiera dei modelli piombati.
Le possibilità aumentano se ci serviamo di grubs o anche di piccoli jigs. Ed avremo modo di approfondire anche in questo senso.
Un gruppo di artificiali che può competere con grubs od anche altri siliconici, è quello degli shad. Alcuni vengono venduti già pronti all'uso. Non c'è bisogno di scervellarsi per azzeccare l'innesco migliore: li devi usare come te li dànno, punto e basta!


Ultimamente ho avuto discreti riscontri, sia in pianura sia in montagna, impiegando le trotelle finte della Storm. Si tratta dei modelli Naturistic Wild-eye. La livrea è molto ben riprodotta ed il funzionamento è simile ai Chubby Shad della Fox, ma la piombatura nettamente differente fa compiere all'artificiale movimenti piuttosto diversi rispetto a quelli. I quali, per inciso, sono dei grossi jigs.
Ad occhio mi sono tuffato senza esitazioni sul modello lungo 8 cm. del peso di 12 grammi. Si tratta di uno shad destinato ad indurre all'attacco qualche "nonna", per questo 8 centimetri non sono certo da considerarsi molti… In più, ha portato all'abbocco esemplari lunghi meno di trenta centimetri…
Per rendere al meglio, occorre una canna molto scattante. E questo requisito non si ottiene leggendo quanto affermato dai produttori, per quanto alto possa essere il loro lignaggio. Lo scatto deriva direttamente dal grezzo impiegato e soltanto il polso del lanciatore con una certa esperienza è in grado di valutarlo correttamente. Un buon trecciato, della tenuta attorno alle venti libbre, poco più, poco meno, completerà degnamente l'attrezzatura.
Lo shad va lanciato nei fondali: per altri spot, conviene ripiegare su worms o grubs. Nonostante il peso, per raggiungere il fondo bisogna adottare un recupero piuttosto lento, agitando la canna al ritmo, mediamente, di un colpetto ogni secondo. Così facendo si esploreranno angoli reconditi, magari proprio quelli in cui si nascondono le trotelle - o le trotone… - in presenza di acqua di neve.


I colpetti servono anche a far compiere allo shad picchiate verso il basso ed accelerazioni verso l'alto che, mi è sembrato, riescono a far incavolare la trota come si conviene. Il trecciato ci permetterà di monitorare il tragitto dello shad e, nel contempo, di non rischiare di perdere un po' troppe esche. La nostra Naturistic Trout, infatti, è munita anche di un'ancoretta sulla pancia, il che aumenta a dismisura le possibilità di incaglio. La si potrebbe anche rimuovere, ma ci sta tanto bene…Un altro compito del trecciato è, tra l'altro, quello di permetterci di recuperare qualche esca in più…
Il peso e l'ottima aerodinamicità ci consentono di raggiungere grandi distanze, e questo ci aiuta non poco anche dal punto di vista di un corretto avvicinamento al fondale.

Una cosa deve essere ben chiara: non è il caso di farsi tante illusioni. Piccolo promemoria finale:
- canna scattante sui 7 piedi
- mulinello: quello che volete
- filo trecciato di tenuta intorno alle 20 Lbs
- recupero lento aiutato da sollecitazioni della canna ad intervalli intorno al minuto secondo
- ferrata fulminea
- sondare i fondali
- se la temperatura si scalda, passare ai minnows nei fondali ed ai consueti rotanti in tutti i restanti spot
- non pretendere di effettuare un grande numero di catture. Se si è bravi e fortunati, bastano un paio di trote di discreta mole per giustificare la nostra permanenza sul torrente nonostante le condizioni avverse, quelle che si appurano all'arrivo mattutino, osservando la presenza o meno del nostro amico crocus nei prati.

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