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I LUCCI DEL DOPO FREGA
Roberto Granata
ransca@libero.it
Forse, quando leggerete questo articolo, gli esocidi saranno ancora impegnati nelle loro faccende amorose ma, sperando che queste ultime si risolvano di anno in anno sempre più felicemente (nonostante gli innumerevoli problemi ciò è auspicabile, grazie alla crescita esponenziale di pescatori più maturi e di associazioni attente ai problemi ambientali), noi cerchiamo di portare, come si suol dire, un piede avanti, per essere pronti al momento opportuno a confrontarci con i lucci del dopo frega. Il periodo, spesso disertato da molti spinningofili (e non solo) a favore di altre prede che in inverno “latitavano” un po’, è invece dei migliori, e vorrei supportare questa affermazione con i seguenti ragionamenti.

TANTI CAMBIAMENTI


1) Il luccio, dopo il periodo riproduttivo (la cui durata dipende da diversi fattori, ma non è mai molto breve), troverà condizioni climatiche ed ambientali molto diverse da quelle precedenti il suddetto periodo. Tali condizioni lo portano ad attaccare in virtù di molteplici istinti, non più inibiti, appunto, dalle precedenti condizioni ambientali.


2) Nonostante ciò, lo stimolo della fame si fa sentire, eccome. Specialmente le femmine (la cui taglia media, tra l’altro, è superiore), dopo tutte le fatiche amorose (ed i problemi legati ai mesi più freddi) hanno bisogno di mangiare, nel vero senso della parola.
3) La conclusione, più che ovvia, è che, oltre a trattarsi di un eccellente periodo, ci possiamo “sbizzarrire” un po’ di più riguardo alla scelta degli artificiali. Dai minnows ai voluminosi jerk (occhio alle grosse femmine), ai rotanti sia semplici che, meglio ancora, tandem, agli spinnerbait fino ai troppo dimenticati (qualche volta a ragione, altre volte no) ondulanti. Quindi, la nostra scelta andrà ponderata eventualmente tenendo presenti, più che altro, i vari ambienti ed il tipo di acque. A proposito, ecco un fattore che può influenzare la nostra scelta.


LIMPIDE O TORBIDE

Si tratta di un importante fattore da tenere presente. Non dobbiamo pensare, però, che torbido significhi esclusivamente rotante o viceversa, limpido esclusivamente minnow, perché ci sono pesci abituati, ad esempio, a vivere in acque perennemente scure, che captano benissimo anche artificiali con vibrazioni ben diverse da quelle di un rotante, proprio perché, nel tempo, hanno fatto di necessità virtù. Viceversa, in acque trasparenti, anche un rotante può dire la sua (pensate alla trota in torrente) perché, trasparenza a parte, in quel frangente lo stimolo che provoca interessa il pesce. Vorrei ricordare che tutto ciò comunque risolve certe situazioni, ma non si tratta della norma perché, come certo saprete, in altri casi sono da preferire artificiali a forma di pesce in acque chiare ed artificiali “disturbatori” (ma sarebbe meglio dire che provocano di norma altri stimoli) in acque più scure. Solo che la scelta non è “a senso unico”. Per finire, vediamo ora alcuni accorgimenti per divertirci con i lucci del dopo frega.

- Non è più basilare un recupero lentissimo a contatto con il fondo. I recuperi potranno essere più “variati”, anche se, per salire in piena superficie, è ancora presto.
- Diventano oltremodo interessanti anche gli orari prossimi al tramonto. Riguardo all’alba, invece, molto dipende dall’escursione termica, elevata o meno, che l’elemento liquido ha subito durante la notte.
- Gli spot da battere, almeno nei primi tempi seguenti la riproduzione, sono di norma gli stessi (o le immediate vicinanze) che hanno visto il nostro esox impegnato nella riproduzione stessa.
Vi consiglio vivamente, dunque, qualche battuta di inizio primavera all’esocide. Potrebbe, tra l’altro, capitarvi il soggetto che difficilmente dimenticherete.

indice tecnica




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