I frutti assomigliano a grosse olive, sono rosso marrone scuro a maturita' la polpa e' soda, compatta, di sapore gradevolmente acidulo, di colore verde tenue. Ha un accrescimento molto lento, così come la messa a frutto. E' in grado di adattarsi a vari tipi di terreno, resiste a situazioni di forte aridità grazie ad un apparato radicale molto sviluppato in profondità; predilige suoli leggeri, non umidi, neutri o sub-alcalini. Vive in zone con clima temperato con minime invernali non inferiori a 10° C e con estati lunghe e calde. La pianta può subire danni da gelate precoci nel periodo autunnale, per cui in ambienti settentrionali la coltivazione è possibile solo sotto particolari microclimi come in prossimità dei laghi o in colline ben esposte .
Cosa si fa con il frutto del giuggiolo? marmellate, sciroppi, confetture, gelatine, canditi, dolci, bevande alcoliche e liquorose (brodo di giuggiole). In Asia sono consumati anche secchi (datteri cinesi). Conservazione in salamoia, in alcol e aceto. Hanno proprietà medicinali (effetto lenitivo ed antinfiammatorio), e sono utilizzati per la preparazione di decotti espettorranti ed emollienti.
Dalla pianta viene invece ricavato un colorante naturale usato per i tatuaggi: l'henné
Ma passiamo alla ricetta:
Ingredienti:
giuggiole mature e passite, mele cotogne (già solo questo ingrediente meriterebbe una trattazione a parte), uva bianca in quantità variabile (il totale di frutta deve essere di circa 2 kg con la giuggiola come quantità prevalente), bucce ben pulite di arancia, limone e mandarino (consigliati quelli biologici non trattati), un bicchiere di acqua e mezzo bicchiere di rum.
Preparazione:
far bollire la frutta con il rum in poca acqua girandola spesso fino ad ottenere uno sciroppo cremoso: il brodo in questione. Lasciarlo raffreddare, passarlo al setaccio e versare il tutto in un contenitore ermetico. Lasciare riposare al fresco e al buio per almeno una settimana.
Beh, non resta che provare!
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