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SAPORI DA RISCOPRIRE
Ferruccio Scanzio

Ricomincio la mia attività riproponendo alcune ricette tradizionali che, con le ultime letture, ho avuto modo di rispolverare e, in alcuni casi, provare.
La prima che propongo mi riprometto di testarla appena avrò a disposizione la materia prima.
E' un piatto dal nome tanto noto per vicende extraculinarie quanto, almeno per me, misterioso nei sapori. Eccovi quindi:

Il brodo di giuggiole
Alzi la mano chi di voi non ha mai utilizzato la frase "andare in brodo di giuggiole". Beh io mi sono posto la domanda………… ma cos'è questa giuggiola? Ed eccovi i risultati della mia ricerca.
Il giuggiolo (nome scientifico Ziyphus Sativa) appartiene alla Famiglia delle Rhamnaceae. E' originaria dell'Asia dove e' molto coltivata. In Italia e' presente fin dal tempo dei Romani.
Albero alto 6-7 metri, dall'aspetto piuttosto contorto, con rami irregolari e spinosi (ogni nodo presenta una coppia di piccole spine); la corteccia delle branche è rugosa, di colore rosso bruno. Le foglie, caduche, piccole, alterne, di forma ovata, sono lucenti e coriacee, presentano stipole spinose e pagina ondulata
i fiori piccoli e verdastri
I frutti assomigliano a grosse olive, sono rosso marrone scuro a maturita' la polpa e' soda, compatta, di sapore gradevolmente acidulo, di colore verde tenue. Ha un accrescimento molto lento, così come la messa a frutto. E' in grado di adattarsi a vari tipi di terreno, resiste a situazioni di forte aridità grazie ad un apparato radicale molto sviluppato in profondità;
predilige suoli leggeri, non umidi, neutri o sub-alcalini. Vive in zone con clima temperato con minime invernali non inferiori a 10° C e con estati lunghe e calde. La pianta può subire danni da gelate precoci nel periodo autunnale, per cui in ambienti settentrionali la coltivazione è possibile solo sotto particolari microclimi come in prossimità dei laghi o in colline ben esposte .

Cosa si fa con il frutto del giuggiolo? marmellate, sciroppi, confetture, gelatine, canditi, dolci, bevande alcoliche e liquorose (brodo di giuggiole). In Asia sono consumati anche secchi (datteri cinesi). Conservazione in salamoia, in alcol e aceto. Hanno proprietà medicinali (effetto lenitivo ed antinfiammatorio), e sono utilizzati per la preparazione di decotti espettorranti ed emollienti.

Dalla pianta viene invece ricavato un colorante naturale usato per i tatuaggi: l'henné

Ma passiamo alla ricetta:

Ingredienti:
giuggiole mature e passite, mele cotogne (già solo questo ingrediente meriterebbe una trattazione a parte), uva bianca in quantità variabile (il totale di frutta deve essere di circa 2 kg con la giuggiola come quantità prevalente), bucce ben pulite di arancia, limone e mandarino (consigliati quelli biologici non trattati), un bicchiere di acqua e mezzo bicchiere di rum.

Preparazione:
far bollire la frutta con il rum in poca acqua girandola spesso fino ad ottenere uno sciroppo cremoso: il brodo in questione. Lasciarlo raffreddare, passarlo al setaccio e versare il tutto in un contenitore ermetico. Lasciare riposare al fresco e al buio per almeno una settimana.

Beh, non resta che provare!

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