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A rendere festoso il "triste" autunno, a farlo diventare più colorato, ci pensa una solanacea che ci regala frutti buonissimi, che resistono molto tempo in casa dopo la raccolta. |
| Delle solanacee fanno parte piante di comune impiego, quali i peperoni, le patate, le melanzane, i pomodori. Da queste otteniamo verdure d'uso addirittura quotidiano ma, visto che stiamo parlando di un genere cui appartengono piante velenosissime (mandragola, stramonio, belladonna…), per apprezzare i frutti di alchechengi senza correre il minimo pericolo basta attendere che gli stessi perdano ogni tonalità verde. | ![]() |
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Allorché il frutto diventa di quel meraviglioso colore aranciato, è pronto per essere cercato e consumato. Quando si trova un "palloncino", tanto somigliante ai lampadari cinesi, conviene passare in rassegna per bene la zona scelta, poiché sicuramente, come provenienti dal nulla, se ne ritroveranno altri. Il frutto dell'alchechengi è ricchissimo di vitamina C (200 mg. per 100 g.) e viene impiegato, sotto forma di estratto idroalcolico, in erboristeria, per combattere eccesso di acido urico e calcolosi. Si può gustare tale e quale od utilizzarlo come comune frutto di bosco, per marmellate, guarnizioni di torte, succhi, frullati. Io lo metto anche sotto spirito, aggiungendo al liquido di conserva chiodi di garofano e cannella. |
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