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La tinca ha sempre ricoperto un ruolo importante nella tradizione alimentare; nel vercellese e novarese veniva immessa unitamente alla carpa nelle risaie quando queste venivano allagate anche come lotta biologica (oggi si direbbe così) ai parassiti e alle larve delle zanzare poi, quando le risaie venivano asciugate, le tinche venivano catturate con reti o a mano nei canaletti rimasti tra il riso (io stesso avendo parenti nel novarese ho partecipato in gioventù a queste battute), fritte e messe in carpione cioè sott'aceto.
Le mie peregrinazioni domenicali mi hanno permesso di imbattermi in una tipologia di questo pesce e di metodologie di allevamento che non conoscevo. Due sono le denominazioni.
Cominciamo con la prima:
TINCA GOBBA DORATA DEL PIANALTO DI POIRINO
Poirino è posta al centro di un vasto altopiano di terre argillose disseminato di laghetti di origine naturale (le "peschiere"). Questi pescosi specchi d'acqua hanno rappresentato per secoli una risorsa alimentare ed economica fondamentale per il sostentamento delle comunità.
In particolare, una pregiata varietà di Tinca Gobba Dorata ha trovato nelle acque basse, calde e limacciose del Pianalto di Poirino (che comprende 24 Comuni), il proprio habitat ideale nutrendosi di piccoli invertebrati e mostrando una notevole prolificità.


Apprezzate per le carni delicate, sode, non grasse e dal gusto pulito (conferito dai fondali d'argilla rossa), le tinche venivano tradizionalmente catturate in primavera per avere proteine fresche dopo i mesi invernali e ridurre l'eccesso dell'imminente riproduzione, e poi ancora all'inizio dell'autunno per consumarle in carpione durante l'inverno.
In seguito, le mutate abitudini agricole e zootecniche hanno ridotto drasticamente il numero dei bacini abitati dalle tinche ed è per questo che oggi l'"Associazione dei Produttori della Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino" si adopera per migliorare, incrementare e valorizzare questa varietà ittica attraverso la selezione dei riproduttori, la produzione di novellame, la riattivazione degli stagni dismessi, la strutturazione di nuovi stagni, la selezione degli alimenti e la messa a punto di mirate tecnologie acquacolturali che sposino le metodologie tradizionali.
Una strategia che consentirà a chi ancora non li conosce di avvicinarsi alle squisite fritture, ai superbi carpioni ed ai saporiti risotti di tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino.
È stata recentemente inviata richiesta di Denominazione di Origine di Produzione (DOP) al Ministero.
Promosso dal Comune di Poirino e finanziato dalla Provincia di Torino, è stato inoltre avviato un progetto di certificazione per la tracciabilità del processo produttivo.

La Tinca dorata è stata adottata da Slow Food come uno dei Presidi della Provincia di Torino.
- Ulteriori informazioni on-line:
Comune di Poirino
Slow Food
ASSOCIAZIONE PRODUTTORI DELLA TINCA GOBBA DORATA DEL PIANALTO DI POIRINO
presso Comune di Poirino - Uffici prodotti tipici
Via C. Rossi 5, Poirino - Tel. + 39 011 945.0114 int. 228 - Fax + 39 011 945.0235
e-mail: comune.poirino@chierinet.it


Ecco invece la seconda :

LA TINCA DORATA DI CERESOLE D'ALBA

da alcuni anni nel paese roerino (il Roero e i suoi vini meritano una trattazione a parte N.d.A.) è stata riscoperta una storica tradizione gastronomica: la tinca. Nell'ambito di questa "rinascita" e per iniziativa di alcuni appassionati è nata l'Associazione "Amici della Tinca di Ceresole", che si propone di promuovere e valorizzare la Tinca di Ceresole d'Alba. La presentazione dell'Associazione è avvenuta nel giugno 2002 con una cena nella quale è stata servita la tinca gobba di Ceresole d'Alba e nella quale alcuni inportanti gourmet hanno introdotto la tinca e ne hanno decantato le virtù.
L'associazione ha come oggetto esclusivo la valorizzazione della tinca dorata di Ceresole d'Alba e dell'ambiente naturale che la ospita.
Le caratteristiche principali del prodotto sono la maniera tradizionale di allevamento nelle pescherie, la cura delle stesse, l'utilizzo degli avanotti autoctoni, la pezzatura tradizionale di consumo di 80-120 grammi.
La Tinca di Ceresole d'Alba è sicuramente un prodotto agricolo di valore cche può servire da leva di sviluppo importante oltre che per i giovani agricoltori che hanno fatto questa scelta coraggiosa, anche per tutto il paese che vedrebbe crescere la sua immagine e valorizzare l'insieme del suo patrimonio di produzioni tipiche locali.

Ulteriori informazioni on-line:

Associazione Amici della Tinca di Ceresole d'Alba (dal simpatico motto: Carpe diem ….. tincae semper!!)
http://digilander.libero.it/assotincaceresole
e mail: assotincaceresole@libero.it

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